Intel non perde la fiducia nelle memorie flash

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La società non intende disfarsi del business legato alle memorie flash, Andy
Bryant, chief financial officer della Corporation smentisce così categoricamente
le notizie diffuse in queste giorni

Andy Bryant, chief financial officer di Intel Corporation, non usa mezzi termini: non c’è alcuna intenzione da parte dell’azienda di vendere il settore legato alle memorie flash. Anzi. L’unica decisione da prendere è quella di riorganizzare il business e fare in modo che abbia un senso per Intel. Bryant ha sottolineato come quanto uscito sulla stampa israeliana, riguardo alla possibile vendita dello stabilimento delle memorie flash, sia solo frutto di speculazioni. Secondo il giornale finanziario Globes, Intel ha venduto le operazioni del proprio sito Kiryat Gat per un valore che potrebbe aggirarsi intorno a 1.5 miliardi di dollari. TheMarker.com, sito finanziario del giornale israeliano Haaretz, sostiene invece che si possa arrivare a una joint venture tra Intel e StMicroelectronics. Indiscrezioni sostenute anche dal Gerusalem Post, il quale si spinge a dire che le due aziende potrebbero vendere parte del loro business legato alle memorie flash a investitori privati. Da parte di StM non c’è però alcun commento ufficiale. Bryant, nelle sue dichiarazioni, conferma la consistente flessione dei profitti registrata da Intel, intorno al 40%, e imputa questo risultato alla guerra dei prezzi. Diversi analisti, a seguito di questi risultati, hanno speculato sulla vicenda, sostiene Bryant, affermando che Intel stia pianificando la vendita del business delle memorie flash per rifocalizzarsi sui microprocessori per Pc.

Autore: ITespresso
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