Intel preferisce IoT: si ritira dal mercato chip per smartphone e tablet

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Calano i profitti di Intel, rallentano i data center
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La strategia mobile di Intel va in freezer, con la cancellazione di Atom SoFIA e Broxton. L’azienda di Santa Clara si ritira dal mercato chip per smartphone e tablet non convertibili, per concentrarsi sulle tecnologie più promettenti

Intel dà l’addio al mercato chip per smartphone e tablet non convertibili, si ritira dal Mobile, dove era entrata in ritardo senza riuscire a sfondare, per rifocalizzarsi sulle tecnologie del futuro, a partire da Internet of Things (IoT).

La strategia mobile di Intel va in freezer, con la cancellazione di Atom SoFIA e Broxton. Dopo aver abbandonato i set-top-box e le Tv connesse, l’azienda di Santa Clara esce dal mercato smartphone, settore fra l’altro in forte rallentamento, presidiato da Qualcomm, Apple e Samsung.

Intel taglia 12.000 posti di lavoro, pari all’11% della forza lavoro.

Intel preferisce IoT: si ritira dal mercato chip per smartphone e tablet
Intel preferisce IoT: si ritira dal mercato chip per smartphone e tablet

Con l’aiuto di Microsoft nel 2006, Intel inaugurò l’era degli Ultra-Mobile PC (UMPC), precursore dei moderni tablet. Ma fu un flop, come lo fu la categoria dei Mobile Internet Device (MID), forse ricorderete il Nokia N810. Tutti prodotti prematuri, rispetto all’era Mobile successiva al debutto di iPhone nel 2007 e di iPad nel 2010. Anche nel software, non fu un successo neppure Linux Moblin, che poi si fuse in Nokia Maemo per generare MeeGo: il risultato è quel Sanmsung Bada, il cui unico prodotto di punta è lo smartwatch Gear S2. Altro errore di Intel fu sostenere il WiMax al posto di LTE. Nel Mobile ha poi vinto il chip Snapdragon di Qualcomm.

Intel ha speso 10 miliardi di dollari per raggiungere qualche modesto risultato nel mercato Mobile. Ma ciò ha prodotto una perdita di 3.1 miliardi di dollari nel 2013 seguita da un profondo rosso pari a 4.3 miliardi di dollari nel 2014. Ed ora l’azienda si arrende, ma non è la fine di Atom: a fine anno uscirà Apollo Lake.

Intel rimane un’azienda dai buoni profitti e si reinventerà anche nell’era IoT.

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Autore: ITespresso
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