Intel, risultati finanziari positivi. Prima di fine anno le nuove Cpu immuni a Spectre e Meltdown

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L’ultima trimestrale di Intel e i risultati del 2017 nel complesso non potevano risentire degli effetti di Spectre e Meltdown. Così è stato, e Intel è cresciuta a doppia cifra in ambito data center. Attesa per le nuove cpu immuni agli exploit, promesse in arrivo prima di fine anno

I problemi di sicurezza sfruttando gli exploit Spectre e Meltdown troveranno una soluzione definitiva sui nuovi rilasci nel corso dell’anno e comunque entro la fine di quest’anno. E’ la promessa di Brian Krzanich, Ceo di Intel, che ha dichiarato che Intel proporrà nel breve termine soluzioni per mitigare i rischi via software, ma nel più lungo periodo soluzioni specifiche direttamente sul silicio, quindi in hardware.

Gli annunci sono stati dati proprio in occasione degli annunci sui risultati finanziari, positivi, dell’azienda. La soluzione in hardware ovviamente riguarderà esclusivamente i nuovi rilasci e non potrà proteggere nativamente il parco cpu già installato dagli Oem sui prodotti in commercio.

Il Ceo di Intel, Brian Krzanich, cerca un acquirente per la Internet Tv
Il Ceo di Intel, Brian Krzanich

E’ un primo segnale positivo da parte dell’azienda che fino a questo momento si è trovata in difficoltà per la scoperta di vulnerabilità effettivamente gravi, anche se difficili da sfruttare. Dopo il primo campanello di allarme sono arrivate le prime patch, ma Intel stessa ha dovuto poi sconsigliare la loro installazione per i problemi che causavano ai pc.

Ora l’impegno in quella che effettivamente pare l’unica soluzione definitiva. L’annuncio di Intel, tuttavia, potrebbe allo stesso tempo addormentare un mercato non certo in ottima salute, quello dei pc soprattutto.

Chi è in procinto di acquistare nuovi device potrebbe infatti preferire aspettare il rilascio delle nuove cpu Intel piuttosto che spendere subito ora soldi per le cpu vulnerabili, che avranno presto comunque nuove patch.

Le performance dell’azienda sul mercato confermano come non sia questo certo l’ambito in cui il produttore di Cpu può crescere e infatti sono direttamente comparabili con quelli dell’anno scorso. Entriamo nei dettagli.

Intel i risultati di Data Center Group

I risultati finanziari di Intel (fine trimestre e complessivi per il 2017),  anche se non hanno fatto in tempo a risentire minimamente delle due vulnerabilità, sono molto indicativi anche nel dettato della nuova strategia aziendale.

E li ha commentati lo stesso Ceo: “Un anno record per Intel grazie alla crescita della piattaforma x86 in ambito datacenter, mentre iniziano a ripagare gli investimenti compiuti nelle memorie, nelle soluzioni per i sistemi di guida autonoma con la strategia di Intel che sarà sempre più data centrica”. I record riguardano il fatturato di 17,1 miliardi con una crescita nel trimestre (anno su anno) del 4 percento. E con l’unico neo di un utile netto negativo per pagamenti fiscali negli Usa, poca cosa rispetto all’utile netto operativo che ha superato i 5 miliardi di dollari. 

Con un fatturato intorno ai 5,6 miliardi di dollari la divisione Data Center Group  è cresciuta del 20 percento, con performance eccellenti proprio negli ultimi tre mesi. Fino alla risoluzione delle criticità però Santa Clara rimarrà sotto la lente degli analisti perché questa crescita è frutto anche della fiducia acquisita sul mercato dalle ultime cpu, che sappiamo essere vulnerabili anche in ambiente server. La situazione per certi aspetti è paradossale.

Non sono infatti esperibili nel breve termine soluzioni alternative alle proposte Intel su grandi volumi e quindi non prevediamo, come anche Intel fa, la possibilità di un impatto particolarmente negativo sul venduto, ma purtroppo nemmeno Intel al momento è in grado di offrire una roadmap precisa sulla soluzione dei problemi di sicurezza. La corsa cloud è più che lanciata e la fame di silicio c’è, come i risultati dimostrano, ma al momento bisogna anche sapere che è saziata con cpu non intrinsecamente sicure.  

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