Intel svela Tri-gate Transistor 3D e 22 nanometri

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Intel dimostra un nuovo microprocessore a 22 nanometri, nome in codice “Ivy Bridge”, che sarà il primo chip disponibile in grandi quantità ad impiegare transistor tri-gate 3D. Dal Mobile ai server cloud

Si respira l’aria dei momenti importanti, anche se Paul Otellini ha preferito lasciare la scena ai protagonisti di questa piccola rivoluzione, a chi ha lavorato per portare Intel nell’era mobile con i primi veri processori che, se non ora, nel prossimo futuro entreranno anche negli smartphone e nei tablet: Intel toglie i veli alla tecnologia Tri-Gate Transistor (il gate praticamente ha tre facce, siamo di fronte a un’aletta di silicio tridimensionale che si sviluppa in verticale) ed entra nella frontiera dei 22 nanometri (un miliardesimo di metro), il primo microprocessore a 22 nanometri a impiegare transistor tri-gate ha come nome in codice Ivy Bridge. Sulla scena Mark T. Bohr, Senior Fellow di Intel, mostra la produzione chipset. E’ un impegno importante e costoso, considerato che i nuovi transistor verranno prodotti in Oregon, Arizona e Israele, che per ogni rivoluzione di questo calibro è necessario investire anche in nuovi stabilimenti. Solo nel 2009 Intel aveva annunciato i 32 nanometri, ed oggi arrivano i 22 nanometri. Questo vuol dire anche che Intel sta già lavorando alle architetture a 14nm, con un investimento di oltre cinque miliardi di dollari.

La tecnologia dei transistor tri-gate conferma il ritmo dello sviluppo tecnologico, all’insegna della Legge di Moore che continuerà ad essere alimentata per gli anni futuri, perché grazie a 3D sarà possibile ancora, ogni due anni, raddoppiare la densità dei transistor. Intel aggiunge che i transistors risparmieranno il 50% di energia, condurranno più corrente e saranno il 37% più veloci di quelli 2D.
La combinazione di miglioramenti prestazionali e consumi energetici ridotti (i chip operano a una tensione più bassa e disperdono meno) rende possibile l’introduzione di innovazioni in un’ampia gamma di futuri dispositivi basati su tecnologia di processo a 22 nm, dai più piccoli dispositivi mobili ai potenti server basati su cloud.


Ivy Bridge è Sandy Bridge a 22 nm (fase Tick) per client e server, ma anche smartphone e tablet. La produzione di massa di Ivy Bridge partirà nella seconda metà anno: i primi prodotti potrebbero arrivare sul mercato l’anno prossimo, e Intel consegnerà i chip invece già entro la fine di quest’anno. Questa tecnologia di silicio permetterà inoltre di offrire prodotti basati su processori Intel Atom ancora più integrati.

Intel 3D Transistor
Intel 3D Transistor

Buone notizie anche per smartphone e tablet, un segmento in cui Intel ammette i propri ritardi, che la tecnologia a 22 nanometri promette di colmare da qui a un anno e mezzo, mentre i prossimi annunci significativi in questo ambito arriveranno prima di fine anno. Mentre Intel sui tablet è in qualche modo presente, resta il mercato degli smartphone quello in cui più si fa sentire l’assenza, ma il management di Intel non sembra per nulla preoccupato. Secondo il gigante di Santa Clara è vero che i protagonisti attuali hanno chip che consumano e disperdono meno, ma in compenso soffrono di altri limiti, come la potenza. Quando davvero la massa di dispositivi piccoli e leggeri sarà critica, Intel ci sarà e non solo per tablet e smartphone.

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