Intel/GFK-Eurisko: Italiani ecocompatibili, ma anche un po’ ecopassivi

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Una ricerca commissionata da Intel Italia a GFK-Eurisko evidenzia abitudini e atteggiamenti degli italiani a casa e in ufficio rispetto al problema ambientale

GFK-Eurisko ha condotto un’indagine quantitativa su due differenti target: 500 individui tra i 20 e i 64 anni e 100 aziende con almeno 50 addetti. Tema: “Gli italiani e l’ambiente”.

Il quadro che emerge da un lato è consolante, dall’altro fa riflettere. L’analisi dell’approccio al consumo energetico è possibile solo partendo da queste considerazioni oggettive: mentre la lavatrice è presente nel 99% delle case degli italiani, il personal computer lo è nel 73% dei casi, ma tra i ceti più elevati questa percentuale sale al 93%.

E cresce l’attenzione alla classe di consumo energetico, anche in relazione alla crisi in corso. Ma ancora una volta sembra che il segmento più sensibile all’argomento sia quello elitario. Si tiene conto dei consumi, però, più per l’acquisto di elettrodomestici tipicamente casalinghi, meno quando si parla di PC, televisori (solo il 23%). Per preservare risorse naturali, poi, gli italiani hanno imparato a utilizzare le lampadine a basso consumo (87% del campione), ma solo un italiano su quattro mette in atto comportamenti che richiedono un minimo di sforzo economico (isolamento del cassone delle tapparelle e valvole termostatiche ai termosifoni). Insomma, si è attenti all’ambiente se i comportamenti da mettere in atto collimano con la possibilità di risparmiare e siamo spinti a farlo se la soluzione è “a portata di mano”.

In azienda si riflettono in parte contraddizioni e una sensibilità al problema proporzionale alle responsabilità. Il 90% sa di poter acquistare energia

prodotta da fonti rinnovabili, ma non l’ha ancora fatto (82%), con un grado di interesse a farlo in futuro appena per il 39% del campione. La contraddizione forse più evidente però è che nel 43% dei casi sono presenti in azienda PC/server a basso consumo energetico, ma in sostanza i CIO non hanno gli strumenti per valutare i costi dei loro data center , né i risparmi sulla bolletta ed è ancora aperto il dibattito se sia davvero loro competenza farlo.

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