Internet Cafe? Pirati musicali come tanti

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Una Corte inglese ha stabilito la colpevolezza della catena di Internet Cafe EasyInternet Cafe per violazione delle norme sul copyright

LONDON, UK – Una Corte inglese ha stabilito la colpevolezza della catena di Internet Cafe EasyInternet Cafe per violazione delle norme sul copyright. Soddisfatta non solo la BPI (British Phonographic Industry) che ha promosso il giudizio, ma, in generale, anche lindustria discografica mondiale per lennesima vittoria contro i pirati musicali. La catena di Internet Cafe, creata dallimprenditore greco Stelios Haji-Ioannou, permetteva ai propri clienti, infatti, di scaricare canzoni dalla rete delle reti e copiarle su cd, al prezzo di cinque sterline. Il giudizio e giunto dopo circa diciotto mesi di lotta giudiziaria indetta dalle grandi etichette discografiche (Sony Music, EMI e Universal Music) rappresentate dalla BPI. EasyInternet – che gia nel settembre del 2001 sospese il servizio – si e difesa in aula affermando la propria estraneita allattivita illegale dei propri avventori, dunque, di non essere responsabile per il fatto di terzi. Di diverso avviso, invece, la BPI che ha precisato nel corso degli atti laccusa di copyright infringement a carico della convenuta, poiche questultima aveva offerto un servizio orientato proprio alla violazione delle norme sul diritto dautore. Il giudice Smith ha accolto la tesi dellattore, riservandosi pero per la quantificazione dei danni da corrispondere alle etichette discografiche colpite. A questo proposito, la BPI – in una precedente dichiarazione – ha chiesto il pagamento di un milione di sterline, a titolo di estorsione. [ STUDIOCELENTANO.IT ]

Autore: ITespresso
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