Internet, censura totale in Libia e parziale in Barhain

Autorità e normativeCensuraMarketingNetworkProvider e servizi Internet

La censura della Rete si accompagna alla repressione contro le proteste nei paesi del Nord Africa e Medio Oriente

La Libia è nel caos e il Rais Gheddafi potrebbe perfino essere fuggito all’estero in Venezuela. L’89 del Medio Oriente fa crollare un nuovo regime. Anche questa volta a essere chiusa è la Rete. La Libia ha “staccato la spina” a Internet, mentre il Bahrain ha severamente ristretto le comunicazioni per impedire a chi protesta di comunicare ed organizzare le rivolte.

Lo riporta Arbor Networks, esperto di network security, che osserva come la Libia abbia all’improvviso disconnesso il paese da Internet dopo il quinto giorno di protesta contro Gheddafi (costati oltre 80 morti).

Nel frattempio in Bahrain, Arbor Networks ha notato un declino del traffico Internet del 20% man mano che crescevano le proteste e le richieste di riforme. Cresce il ruolo del web nell’agevolare le proteste democratiche e nel determinare la crisi delle autorità in paesi dove la repressione (sia reale che online) è sempre stata pesante.

In Egitto nei giorni del buio digitale, solo le “vecchie” BBS e un escamotage ingegnoso di Google e Twitter (un workaround per inviare file audio da telefono fisso sul micro-blogging) avevano offerto agli egiziani una “finestra sul mondo digitale”.

Dì la tua nel Blog Scacco al Web: La censura egiziana e il fantasma di Kriptonite

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore