Internet, i miei primi quarant’anni

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Internet è nata il 29 ottobre del 1969. Dal progetto Arpanet al World Wide Web: 40 anni di evoluzione della Rete. Ora bisogna migrare a Ipv6

Internet spegne 40 candeline. Nata il 29 ottobre del 1969, la Rete emise i suoi primi vagiti, da una stanzetta dell’università della California di Los Angeles, da cui partì il primo messaggio sulla rete Arpanet. Da allora la Rete ne ha fatta di strada.

Arpanet era un progetto della difesa statunitense, per far comunicare insieme computer. La ridondanza della Rete è nata allora come principio difensivo.

A marzo il World Wide Web ha compiuto invece i suoi primi 20 anni . Il Web o World Wide Web (WWW) e’ la rappresentazione multimediale della Rete attraverso il protocollo Http.

Il 13 marzo del 1989 il ricercatore britannico Tim Berners-Lee mostrò al suo supervisore al CERN Mike Sendall, a Ginevra, un sistema di ipertesti, in cui le singole parole potevano essere utilizzate per creare legami con altri testi in altri computer, ponendo le basi del Web. Internet invece nacque da Arpanet, nel 1969.

I primi test del WWW risalgono alla primavera 1991, poi la storia prese il via nel ’93 con Mosaic, il primo browser. Il primo report di Netcraft nel settembre 2000 censiva appena 20 milioni di siti. Nel novembre 2006 è stata oltrepassata la boa dei cento milioni di siti Web su Internet. Oggi siamo a quota 215 milioni (esclusi i blog, 180 milioni i domini Internet). L’avventura era partita con 130 siti nel ’93.

Nel 1999 Albert Re’ka, Hawoong Jeong e Albert-Lazlo’ Barabasi pubblicarono su Natureuno studio per cui la distanza tra due pagine web qualsiasi era

mediamente compresa in un percorso di soli 20 link. Da allora l’evoluzione del Web e l’esplosione del Web 2.0 (social network) hanno cambiato il volto di Internet.

Oggi Internet compie 40 anni e il modo migliore per fare gli auguri alla Rete è passare all’Ipv6: attualmente sono pochi gli indirizzi IP disponibili, e, se non si porrà rimedio con la migrazione a Ipv6, gli indirizzi si esauriranno. Bruxelles suggerisce agli utenti e agli Internet provider di adottare il protocollo internet IPv6 per stare al passo con la c rescita della domanda di servizi Internet. Il passaggio a IP versione ) andrà fatto entro il 2010. Ipv6 moltiplicherà lo spazio virtuale rendendolo quasi illimitato. La Commissione europea ha deciso che, entro il 2010, il 25% delle imprese, delle amministrazioni pubbliche e delle famiglie dell’Unione europea utilizzino l’IPv6 “senza costi aggiuntivi“.

L’IPv4, impiegato dal 1984, fornisce 4,3 miliardi di indirizzi:solo 700 milioni di questi, vale a dire il 16%, sono ancora pronti per nuovi collegamenti.

L’IPv6 promuoverà applicazioni Internet innovative, in particolare quelle che prevedono il collegamento in rete di un grande numero di dispositivi semplici e di dimensioni ridotte, per ottimizzare la gestione energetica dell’illuminazione pubblica e degli edifici intelligenti. Internet potrebbe consentire di collegare fra loro, in modo economico ed affidabile, sensori senza fili integrati negli apparecchi domestici. La dorsale Internet europea dedicata alla ricerca, chiamata Geant, è già completamente compatibile con l’IPv6.

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