Internet va difeso e tutelato

AziendeMarketing

Sabato 15 marzo è calato il sipario sull’Idc Innovation Forum 2008 con il convegno: “Internet come bene comune. Proposta di diritti e doveri per una cittadinanza telematica”

Internet deve essere più difeso che regolamentato. “Non servono norme che imprigionino la rete ma che portino alla libertà della stessa”. Questo è uno dei punti chiave sottolineati da Antonella Pizzaleo, rappresentante del Ministero per le riforme e le innovazioni nella Pa, nell’ambito del suo intervento al convegno conclusivo dell’Idc Innovation Forum 2008, intitolato “Internet come bene comune. Proposta di diritti e doveri per una cittadinanza telematica”, svoltosi presso Palazzo Isimbaldi, sede della provincia di Milano. Parlare di rete e di tutela della stessa si può e si deve anche secondo Fiorello Cortiana, senatore e membro del Comitato consultivo sulla governance di Internet, “il fatto che a livello internazionale si senta la necessità di parlare di rete, è già una testimonianza che parlare di rete è un aspetto cogente”.

In un documento consegnato ieri durante i lavori e, firmato anche dallo stesso Cortiana, si sottolinea proprio che “Il parlamento e la commissione europei devono essere pienamente coinvolti nel processo di definizione di un Internet bill of rights avviato nell’Internet governance forum delle Nazioni Unite, attivando tutte le misure di armonizzazione tra le carte e i codici adottati e internet con la sua specifica dimensione, perchè in rete i principi già affermati assumono un altro significato. Occorre una relazione tra i legislatori e i codici di autodisciplina di nuova generazione che nascono dalla relazione tra interessi di settore e soggetti pubblici…”. E, a questo proposito, Pizzaleo è convinta che Internet “vada più difeso che regolamentato, perchè non è così scontato che Internet abbia bisogno di diritti e non servono norme che imprigionino la rete ma che portino alla libertà della stessa”.

Ma quali sono, secondo Pizzaleo, i motivi per i quali Internet debba essere tutelato? “Uno di questi arriva proprio all’interno della rete, dalla cultura libertaria che ostacola la regolamentazione, il secondo pericolo può essere ricercato nell’ambito di una struttura non democratica della rete, poi – prosegue – gli interessi economici e infine, il pericolo dei reati informatici”. “Abbiamo un’ignoranza digitale assoluta – spiega Cortianaentro il 2010 l’Europa non si potrà sottrarre al fatto che dovrà diventare competitiva sulla conoscenza”.

“Fare dell’Europa l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale entro il 2010, questo è l’obiettivo dell’Agenda di Lisbona, rispetto alla quale l’Italia è in coda rispetto ai paesi europei…” – richiama il documento a firma, tra gli altri, di Cortiana. “...Occorre capire che la rete digitale non è un modo parallelo ma un’estensione del mondo relazionale e informazionale della nostra società…”.

E la recente vittoria sul caso Peppermint , iniziativa portata avanti anche da Altroconsumo, è stata applaudita dal popolo della rete presente in sala, sia dalla stesa associazione che qualche giorno fa aveva rilasciato un commento: “E’ la vittoria del diritto alla privacy e degli utenti della Rete: la tutela dei diritti di proprietà intellettuale non può giustificare il monitoraggio e la schedatura di massa degli utenti delle piattaforme P2p”.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore