Intervista a Fiorello Cortiana: Libro bianco e proposte per la Rete, non sogni

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Mosse concrete per costruire la società della Conoscenza in Italia, perché la
Rete è un’appendice delle relazioni sociali

Mosse concrete e non sogni sono gli obiettivi emersi dal convegno Condividi la conoscenza , svoltosi a Milano venerdì scorso. Ne parliamo con Fiorello Cortiana, senatore e ideatore dell’iniziativa, che anticipa a Vnunet le prossime mosse concrete per costruire la società della Conoscenza in Italia. Perché la Rete non è una Second Life virtuale al posto dell’incontro sociale, bensì è un’appendice delle relazioni sociali.

Vnunet: L’iniziativa Condividi la conoscenza ruota su un tema così strategico per lo sviluppo del Paese. Quali i propositi e gli impegni emersi dal tavolo dei lavori dello Iulm?

Fiorello Cortiana: La domanda più forte, direi preliminare, evidenziata anche dall’intensità della partecipazione da parte dei relatori ed esemplificata dall’iniziativa stessa, risiede nel modello multistakeholders di una costante partecipazione informata per la definizione delle politiche pubbliche e di luoghi deputati a produrla. Il secondo elemento significativo che è emerso come piacevole constatazione da parte dei relatori e dei partecipanti è l’utilità/necessità del dialogo tra differenti discipline al fine di condividere una utile epistemologia per la società della conoscenza. Nel giro di poche settimane saremo in grado di elaborare in modo più dettagliato il libro biancocon i nodi problematici e le proposte fuoriuscite dall’incontro del 22 allo IULM e dai contributi che continuano a pervenire sul sito.

Vnunet: Banda larga, WiMax, accessibilità, condivisione, open source: tutti li citano, tutti li invocano per la diffusione della conoscenza sul web. Quali tag aggiungereste a questa lista oppure cancellereste? E perché?

Fiorello Cortiana: Credo che si renda necessaria la delaborazi one/diffusione di una cultura adeguata alla rete, alla sua natura enciclopedica interattiva e alle sue potenzialità. Siamo di fronte alla necessità non solo di adeguare ma anche di ridefinire questioni come la “privacy” e modelli e pratiche per una “partecipazione informata“, non dobbiamo affrontare solo il problema del “digital divide“, ma anche un “cultural divide” che può essere causa di scelte sbagliate e di preclusioni.

Vnunet: Per generare diffusione del sapere e condivisione della conoscenza, qual è la prima idea che vorreste portare avanti?

Fiorello Cortiana: La diffusione di modelli di partecipazione informata, che possono trovare nella rete uno straordinario strumento. Pensate: per decidere il tracciato e l’ipotesi progettuale di una nuova linea ferroviaria la rete consentirebbe: a) di condividere l’ipotesi del progetto e le ragionida cui muove, quindi consente di confutarle o integrarle;b) di verificare su mappe satellitari l’itinerario previsto e le sue relazioni sociali, economiche ed ambientali; c) di vederne la simulazione tridimensionalee di calcolarne con apposito programma i diversi impatti; d) di verificare quali ipotesi godono di più o meno sostegno della popolazione interessata dall’infrastruttura e di quella interessata dal servizio che l’infrastruttura stessa offrirebbe. Con apposite stanze dell’accesso con operatori che aiutano a capire “come si fa”. Il tutto non sarebbe sostitutivo delle prerogative e delle competenze delle assemblee elettive e dei loro esecutivi ma pensate quanta trasparenza in più e quante opere inutili in meno, pensate a quanti “effetti NIMBY” (Not In My Back Yard- Non Nel Mio Giardino)in meno e quanta corresponsabilizzazione in più?!

Vnunet: Digital divide in Italia: quali le regioni dove lavorare di più e colmare il gap. In che modo?

Fiorello Cortiana: Fino ad oggi la politica dell’incumbent nazionale, nella sua posizione monopolistica, ha fatto sì che le situazioni a bassa profittabilità come l’arco alpino, la dorsale apenninica e non solo, vivessero in condizioni di divario, occorrono condizioni proprietarie o di mercato plurale, o di “contratti di servizio” che riconoscano e garantiscano l’universalità del diritto all’accesso pieno alla rete. Credo che il modello più funzionale a questa universalità sia la “public company” nella quale convergano pubblico e privato con i propri asset, siano fibra, cavidotti o strutture per ospitare i ripetitori WIMax. Occorre infine un organismo di controllo con autorevolezza e poteri adeguati a fare rispettare l’universalità di questo diritto.

Vnunet: Migliorare lo “stile di vita digitale” è possibile? In che modo?

Fiorello Cortiana: E’ possibile migliorare lo “stile di vita digitale” laddove si condividano la multidimensionalitàdelle potenzialità della rete attraverso pratiche interattive. Solo il superamentodel modello broadcastingo da “guardoni” dei siti porno può consentire di qualificare l’uso della rete, dimostrando che questa non consiste in una seconda vita virtuale che sostituisce l’incontro sociale, bensì è una estensione delle relazioni sociali e propedeutica a queste.

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