Intesa nel Lazio per la banda larga

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La regione abbatterà il divario digitale a colpi di fibra ottica e WiMax. Ma il Digital Divide sembra uno dei sogni infranti dell’ultima legislatura. L’associazione Anti Digital Divide chiede risposte

Il presidente della Regione Lazio ha siglato un accordo con il ministro (uscente) Paolo Gentiloni: la banda larga in Lazio riceverà un finanziamento di 31 milioni di euro (23 milioni dal Ministero delle Comunicazioni e 8 milioni di euro dalla Regione Lazio). Il Lazio vuole azzerare il Digital divide e rafforzare l’infrastruttura a banda larga delle Pubbliche amministrazioni. Finora nel Lazio 159 Comuni presentano una copertura a banda larga inferiore al 90% della loro popolazione.

Quasi alla vigilia dell’ asta WiMax , che partirà il 13 febbraio, la regione

Lazio promette che abbatterà il suo Divario digitale ricorrendo alla f ibra ottica e all’imminente WiMax, la banda larga senza fili. “L’accordo siglato oggi per il Lazio – ha sottolineato il ministro Gentiloniè uno dei più importanti, sia per numero di Comuni che per investimento, tra quelli che vedono lo Stato impegnato nel potenziamento della banda larga“.

Ma l’intesa, a giro di ruota dell’ accordo in Sardegna , arriva al termine di una legislatura troppo breve, ormai agli sgoccioli (siamo in pre campagna elettorale), che però aveva scommesso sulla lotta al Digital divide , sulla cabina di regia e sulle nuove tecnologie come risposte da dare in fretta ai cittadini, troppo spesso esclusi dalla banda larga e dall’accesso ai contenuti in Rete. Il ministro Gentiloni aveva promesso Internet in tutte le case italiane entro il 2011.

E, mentre la legislatura sta per volgere al termine (questione, sembra, di ore), la Rete italiana si chiede se a latitare non sia ancora una volta la banda larga in Italia.

Oggi molti siti di informazione online e associazioni come Anti Digital Divide si interrogano su “che fine faranno le promesse contro il Divario digitale“.

La copertura dello Stivale in broad band, da realizzare entro la fine della legislatura, ha il sapore dell’utopia. La modifica della legge Gasparri è naufragata, portandosi con sé problematiche in ambito Ue sulle modifiche richieste (in ballo è il Digitale terrestre). La separazione della Rete di Telecom Italia rimane un’ipotesi.Anti Digital Divide non vuole la testa di nessuno, ma vuole almeno risposte: e chiede all'(ex) ministro Gentiloni una posizione in merito al “mancato aggiornamento del Servizio Universale, aggiornamento che, attraverso aumenti progressivi della banda minima che gli operatori devono garantire agli utenti, avrebbe permesso un accesso veloce a tutti gli italiani“.

Per il resto, le speranze sull’abbattimento del Digital Divide, sono affidate alla gara WiMax: l’asta è fissata per il 13 febbraio. La banda larga senza fili dovrebbe, almeno questa, al giro di boa.

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