IoT, anche gli edifici ora parlano con le persone

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La Fondazione Agnelli è il primo edificio IoT che dialoga con le persone. Oggetti e impianti parlano tra loro e con con chi usa gli ambienti sulla base della tecnologia Siemens Desigo CC

A qualcuno potrà sembrare fantascienza, per qualcun altro invece sarà la realizzazione di un sogno. Si trova a Torino il primo edificio che impara e dialoga con le persone, appartiene alla Fondazione Agnelli e si ottimizza da solo con il cuore tecnologico fornito da Indoor Positioning System di Siemens. E un’altra buona notizia è che la soluzione per l’esperienza digitale con l’APP SpHere è stata sviluppata da un team italiano. 

Ecco come è questo edificio speciale dove tutte le soluzioni di domotica sembrano ancora più intelligenti di come avete pensato potessero essere: si possono personalizzare le modalità di riscaldamento, il condizionamento, l’illuminazione.

Come nei supermercati le porte si aprono al proprio passaggio e così si accende e si spegne la luce negli ambienti, la vera novità è che in questo caso è proprio il soggetto “abitante” a essere connesso alle cose e a loro volta le cose dialogano tra loro. Il sistema Siemens integra la gestione dell’edificio con un sistema di geolocalizzazione in grado di operare all’interno ed evidentemente molto preciso se può individuare spostamenti di pochi metri.

Fondazione Agnelli - Il laboratorio didattico
Fondazione Agnelli – Il laboratorio didattico. A seconda della geolocalizzazione delle persone il sistema e le tecnologie IoT regolano gli ambienti

Il concept per la sede della Fondazione Agnelli è dello studio Carlo Ratti Associati e realizza l’intento di permettere, senza identificazione ma geolocalizzando chi si muove nel complesso, una gestione più efficiente dei diversi impianti e maggior confort a chi utilizza la struttura.

Arriviamo allora alla tecnologia Siemens con Desigo CC che è la piattaforma software alla base della gestione di clima, luci, oscuranti, accessi, telecamere a circuito chiuso, allarmi, prenotazione sale, sistema di geolocalizzazione sfruttando smartphone e tag personalizzati. Tutti aspetti da controllare che saranno regolabili anche a seconda dell’affollamento delle stanze. Il sistema è implementato con l’app SpHere per coloro che sono nel building che si presenta con un’interfaccia particolarmente amichevole.

Sì, anche le case del futuro potrebbero diventare così. Resta il problema della sicurezza. In un sistema “analogico” tutto è più faticoso, ma se qualcosa va storto è “solo” un comparto a risentirne. I benefici sono tanti, ma è risaputo che in futuro sarà sempre più nell’ambito “cyber” e IoT che vedremo spostarsi le minacce. Allora non si va in quella direzione? No, però la consapevolezza e l’idea e di ricorrere ai sistemi con prudenza e il buonsenso restano criteri validi.  

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