IoT e Google Home, come difendere la privacy coi nuovi dispositivi

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Google spiega come difendere la privacy sul nuovo dispositivo AI, Google Home. Intanto a IPExpo conference di Londra, Deloitte MCS lancia l’allarme sul le reti CCTV connesse

Sulla privacy online cadono nuove tegole: dopo il caso Yahoo! (trafugamento di mezzo miliardo di account più ipotesi di un nuovo datagate), i nuovi problemi arrivano dal fronte di Internet of Things (IoT) e dispositivi di smart home. Nei giorni scorsi il codice sorgente di Mirai, dedicato alle botnet IoT, è stato distribuito online. Poi, alla IPExpo conference di Londra, Deloitte MCS ha spiegato che le reti CCTV nelle grandi città sono un esempio di tecnologia connessa che rischia di violare la privacy. Di questi temi – videocamere CCTV, sensori ed algoritmi che tracciano – dovremo occuparci in futuro. Oltre ill 60% dei dispositivi IoT non ha superato l’esame dei Garanti della privacy di 26 Paesi europei, fra cui quello italiano.

IoT e Google Home, come difendere la privacy coi nuovi dispositivi
IoT e Google Home, come difendere la privacy coi nuovi dispositivi

Google Home rappresenta intanto la nuova frontiera della raccolta di dati in ambito consumer. L’icona della smart home entra in salotto ed ascolta tutto, in attesa di intervenire quando interpellato. Google Home è sempre in modalità di ascolto, per attivarsi quando l’utente pronuncia il comando di attivazione: “Ok, Google”. L’utente può impostare l’opt out. Il modello AI First, trainato dall’intelligenza artificiale, è un mondo costantemente in ascolto, a caccia di dati. Dati su preferenze, stati d’animo, relazioni.

Google spiega che la tutela della riservatezza è salvaguardata: tutti i device basati sull’Assistente Google, sono stati sviluppati nel rispetto della privacy. Soltanto ciò che viene pronunciato dopo il comando “Ok Google” viene elaborato dal sistema. Senza l’abilitazione del comando, gli audio sul device vengono poi cancellati. Il pulsante “Mute” permette di disattivare il microfono.

Ma la privacy viene rispettata anche grazie all’adozione delle comunicazioni cifrate: “Tutte le comunicazioni con Google Home sono crittografate di default”. Le ricerche svolte via Google Assistant vengono trattate come la cronologia delle ricerche online sul motore di ricerca. Gli utenti possono cancellare la cronologia e i dati archiviati in ogni momento: basta entrare nella sezione “Le mie attività”. Le ricerche audio seguono il rispetto delle Norme sulla Privacy di Google: gli utenti devono abilitare la Cronologia Audio e l’archiviazione prosegue fino a quando l’utente decide di cancellare, accedendo a questa opzione dalla sezione “Le mie attività”.

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Autore: ITespresso
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