iPhone 3G alla prova dei fatti

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ANTEPRIMA – Come un normale utente abbiamo provato ad acquistare l’iPhone 3G, prenotandolo per tempo in un punto vendita Vodafone. Obiettivo raggiunto! Le nostre impressioni

Un mese fa, dopo pochi giorni dall’annuncio della data definitiva dell’iPhone, avevamo deciso di acquistare l’iPhone tramite l’operatore Vodafone per non perdere l’appuntamento con iPhone 3G e poterlo ritirare proprio l’11 di Luglio.

Così, il 16 giugno abbiamo inviato la nostra prima richiesta, seguendo le istruzioni sul sito di Vodafone. Due giorni di attesa e poi la prima risposta, con la data della disponibilità proprio per l’11 Luglio. Ultimo passaggio: Vodafone ci manda un’email in cui sollecita ad andare in un punto vendita a effettuare la prenotazione reale (manca poco più di una settimana alla data fatidica). Detto fatto. A pochi passi c’è un punto vendita che fa al caso nostro.

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Prenotiamo l’iPhone

La commessa con cui parliamo avverte: “Non ne sappiamo niente! Sicuro che la mail fosse di Vodafone??” Allibiti torniamo in studio e stampiamo sia la e-mail che le pagine Web con i link per scoprire le tariffe adottate per l’iphone.

Con il plico cartaceo ritorniamo al negozio e rifiliamo il tutto alla stessa commessa: “Ce lo hanno appena spedito anche a noi. Faccia pure la prenotazione, ma costa 100 euro”. Paghiamo e torniamo al lavoro.

Giovedì 10 Luglio buttiamo la testa nel centro Vodafone e per curiosità chiediamo (ovviamente con ansia mal celata) se il giorno successivo fosse prevista la consegna dell’iPhone. No, ci rispondono. Non sono previste consegne. “Non si preoccupi, appena ci sono, telefoneremo”, cerca di rassicurarci la commessa…

Un po’ d’arrabbiatura, diciamoci la verità: è un anno che in Italia si aspetta il telefono di Apple e certo un giorno in più o in meno non cambia la vita a nessuno, ma almeno si può evitare la scenetta di farmi prenotare pure con caparra!!!

Arriva finalmente venerdì 1 1; in tutta Italia ci sono state notti bianche per accapparrarsi l’iPhone, ma nella nostra città (Como) pare che non sia arrivato neanche un telefono. Ma alle sette di sera, chiamano dal negozio Vodafone: “E’ arrivato e disponibile, se passa domani mattina…”. In un negozio TIM invece confessano di avere ricevuto un tot di prenotazioni, ma di sperare nell’arrivo massimo di 2/3 terminali… Non abbiamo avuto la possibilità di procedere con ulteriori verifiche.

Ci vogliono 40 minuti e non so quante firme (in più siamo i primi che cambiano il piano telefonico, da ricaricabile a abbonamento Medium), ma alla fine usciamo dal negozio e ci catapultiamo a casa.

Apriamo la scatola…

… e troviamo, in ordine dall’alto verso il basso: l’iPhone, spilla per l’alloggiamento della Sim, piccolo compendio sul telefono, garanzie varie, due adesivi della mela morsicata, carica batterie, adattatore per presa italiana, cavo Usb e auricolari. Nulla di più e nulla di meno in perfetto stile Apple. Un bambino a natale che scarta i regali ha decisamente un’espressione meno felice della nostra in questo momento.

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Colleghiamo l’iPhone al Mac e sincronizziamo tutto ciò che può essere sincronizzato: rubrica, calendari, account mail, musica, foto e un paio di applicazioni che avevamo già scaricato da itunes. Lo riconosciamo, siamo agevolati in questo mestiere, perché da utenti Mac ci sentiamo decisamente a casa.

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Il telefono funziona. Sfogliamo i contatti per trovare chi sicuramente è sveglio e libero da impegni lavorativi e mandiamo un Sms. Sappiamo già che non sarà possibile inviare MMS ma, onestamente, alzi la mano chi avendo a disposizione una discreta copertura Web e uno smartphone 3G, utilizza ancora questo sistema per inviare foto, testi e musica agli amici. Nell’attesa sperimentiamo la parte iPod dell’iPhone che non delude alcuna aspettativa, tutto funziona alla perfezione.

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Visto che te lo vendono come il più avanzato smartphone, ci spediamo un’email dall’account di lavoro (quello impostato sull’iPhone) a una casella personale. Non funziona. Panico. Tentiamo con Internet. Niente.

Le solite maledette impostazioni. Ma le impostazioni del traffico dati te li mettono in automatico nel negozio!

Alle 15 torniamo nel negozio della Vodafone. Spieghiamo il problema e ci guardano come il loro peggiore incubo. Scattano tre telefonate ma nessuna risposta (sulle domande che ci pongono meglio stendere un velo pietoso, per esempio: “Ma l’ha collegato al computer?”). Sconsolati torniamo a casa decisi a riconfigurare il tutto quando ci decidiamo a fare una cosa mai fatta con un Mac: spegniamo e riaccendiamo. E funziona!!!

Prime impressioni

Tutto è davvero intuitivo. Lanciare le applicazioni è un gioco da ragazzi e l’incertezza iniziale delle dita che “sfiorano” lo schermo diventa subito abitudine e velocità. Il touch’n feel è decisamente superiore a quello di qualsiasi terminale provato fino ad oggi ed equipaggiato con Windows Mobile, nessun problema anche nell’utilizzo della tastiera virtuale Le applicazioni di default sono le stesse del modello precedente, con alcune migliorie: la calcolatrice, per esempio, ha subito un restyling e girando l’iPhone, si trasforma da calcolatrice normale a scientifica. L’accelerometro, già conosciuto con iPod Touch non tradisce.

La macchina fotografica ha purtroppo mantenuto la risoluzione di APPENA 2 Megapixel (davvero pochini per un dispositivo così “multimediale”), mentre il navigatore GPS con Google Mpas si rivela sì un ottimo navigatore satellitare, a patto di accettare di essere quasi perennemente connessi… Con relativi vantaggi e svantaggi.

I limiti nelle funzioni telefoniche

Ma, perché c’è sempre un ma, l’iPhone denota i suoi limiti proprio nelle funzioni telefoniche: SMS e MMS.

I messaggi di testo vengono memorizzati e visualizzati come conversazioni (tipo chat); trovata divertente e in sé comoda, ma con il limite di non poter cancellare il singolo SMS. O si cancella tutta la chat, o ci si tiene anche il messaggio non voluto.

Gli MMS, invece, non sono neppure contemplati; a rigor di logica un telefono che ti permette di essere connesso alla rete in maniere continua, in effetti non avrebbe la necessità degli MMS, la mail risolve egregiamente anche questa funzione. In paesi che hanno una rete Wi-fi libera e molto sviluppata. In Italia, ovviamente, ciò non è ancora possibile.

La speranza è che si diffondano sempre più velocemente applicazioni di terze parti, come era successo per il modello precedente, considerato il fatto che con il 3G è possibile scaricare applicazioni solo da iTunes (via computer) o dall’applicazione App store direttamente dall’iphone. Un altro limite: la batteria non intercambiabile, se non riconsegnando il device a un centro di assistenza. Si chiama iPhone, è vero, ma la sensazione che sia un iPod Touch che in più telefona non ci abbandona. Apprezzabile l’attenzione di Apple per gli utenti Exchange e il relativo supporto. In realtà quasi una scelta obbligata, per sfondare anche nel mercato delle aziende e proporsi come concorrente del Blackberry.

Per saperne di più: Febbre da iPhone 3G

Autore: ITespresso
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