iPhone è adatto alle aziende?

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In ufficio iPhone deve ancora dimostrare tutto e la concorrenza di Windows Mobile e Blackberry è forte. Questi ultimi hanno a loro vantaggio una base consistente di implementazioni in opera, un certo vantaggio temporale e…

iPhone è finalmente 3G. Rispetto alla prima versione ha subìto non poche modifiche software per essere adattato anche all’utilizzo negli uffici e in azienda. La connettività 3G, però, non è tanto un punto di vantaggio, rispetto alle altre piattaforme, ma una condizione sine qua non di pareggio.

Se per la messaggistica Blackberry ha già dimostrato che l a connettività GPRS/EDGE è più che sufficiente, il futuro sarà tutto dello standard Hsdpa.

O almeno questo è ciò che pensa Jobs e che pensano i due operatori, Tim e Vodafone. Con l’Hsdpa iPhone vuole proporsi come terminale multimediale per ogni tipologia di comunicazione in movimento, soprattutto multimediali: televisione, videoconferenze e chi ne ha più ne metta. Ma tutto ciò in futuro. Per il momento vuole aggredire il mercato aziendale oltre che quello consumer. Ovviamente anche proponendosi come terminale d’elezione per l’accesso alle applicazioni aziendali mediante le Virtual Private Network. Vediamo come.

Accesso alle applicazioni con la VPN

Tra le implementazioni più importanti per l’ambito enterprise, comprese in iPhone, merita la segnalazione il supporto al Systems IP Security VPN di Cisco per l’accesso alle applicazioni aziendali in una Virtual Private Network. Dalla pagina di configurazione che si trova in Impostazioni/Generali/Network/VPN si devono inserire i dati del network, user name, password individuale e il certificato, o la password di gruppo. Un’operazione semplice, si dirà: in teoria sarebbe possibile distribuire dei profili di configurazione, in pratica i profili Cisco che gli EDP usano per client e laptop non funzioneranno. I profili possono essere sì ricevuti via e-mail email come attachment ma sono profili dedicati. Insomma bisogna rassegnarsi: per configurare iPhone per la rete privata aziendale, bisogna giocare un po’ con il setup. Una volta fatto, poi le cose funzioneranno bene. Nel senso che grazie alla copertura cellulare ad alta velocità la connessione sarà immediata.

Un secondo ordine di problemi che, nella nostra prova, abbiamo riscontrato: terminate le procedure di login, la VPN resta attiva anche se blocchiamo volontariamente il terminale. In sostanza la connessione resta aperta e solo dopo qualche minuto di inattività completa finalmente viene rilasciata. Cosa non buona in termini di sicurezza.

Altra pecca sempre in questo ambito è una certa laconicità nei messaggi nel caso in cui si perda la connessione per qualche genere di problema. Che cosa è successo? Non si sa. La diagnostica sarà questione che, si spera, verrà affrontata dai sistemisti aziendali con altri e propri strumenti, al momento non è possibile individuare in VPN né l’indirizzo IP usato, né se effettivamente c’è traffico dati in un determinato momento. Il possessore dell’iPhone oggi non avrà spiegazioni di sorta.

Come sincronizzare iPhone con Microsoft Exchange

La novità chiave è però la possibilità di sincronizzare i dati con i server Microsoft Exchange via Wi-fi, e via Web tramite la connessione dell’operatore. Anche con facilità e velocità ragguardevoli sia per quanto riguarda email, sia per quanto riguarda appuntamenti e contatti. La prova sul campo (eseguita con una casella Exchange su Register.it) non ha deluso ed è significativo che il software necessario possa essere installato persino sugli iPhone della generazione precedente, tramite upgrade, anche se l’aggiornamento richiederà la formattazione completa del dispositivo.

Il primo rilievo è che il supporto per Exchange potrebbe rappresentare una sorta di cavallo di troia nel sistema Apple iPhone, perché è praticamente una chance data alle imprese per evitare l’utilizzo di iTunes (necessario sempre per le applicazioni consumer). Chance che, alla lunga, potrebbe essere utilizzata da chiunque, anche in ambito consumer, c’è solo da aspettare. Chissà per quanto tempo Apple potrà mantenere la rigidità dimostrata fino ad ora. Allo stato attuale è vero che si può evitare iTunes per sincronizzare i dati, ma solo “on-air” e non si può evitare i Tunes per gestire l’iPhone, formattarlo, fare gli upgrade etc.etc. Scordatevi poi di attaccare a Windows il vostro iPhone e vedere la rotellina verde di ActiveSync girare, al massimo, se non avete iTunes, comparirà la scritta “Acquisizione guidata immagini Microsoft”, nulla di più.

La procedura di settaggio per la sincronizzazione con Microsoft Exchange è davvero banale, assolutamente identica a quella da seguire sui dispositivi con Windows Mobile per l’accesso ad Outlook via Owa. Tenete conto però della riscrittura completa dei dati che avete già sull’iPhone.

Unico inconveniente: a questo punto anche iPhone si troverà a fare i conti con la durata

ridotta

delle batterie. E’ matematico nel caso in cui decidiate di attivare il servizio di push e-mail, che comunque è decisamente più veloce di quello IMAP e offre caratteristiche migliori, soprattutto in fase di cancellazione.

In caso di furto poi è possibile eliminare il device dalla lista dei dispositivi di rete, da remoto: dovrà provvedere l’amministratore da Exchange Management Console con Exchange 2007 e tramite Administrator Web Tool con Exchange 2003.

L’iPhone invece è ancora indietro per quanto riguarda le possibilità di cifratura, ma questa lacuna è bilanciata dal fatto che lo smartphone di Apple non consente la copia degli allegati nel sistema di memoria integrata, che restano rinvenibili solo nelle applicazioni email.

Alcune considerazioni su Wi-fi, formati documentali e protezione

Rispetto alla versione precedente iPhone non supporta solamente i sistemi di autenticazione Wep, Wpa, e Wpa2, ma anche Peap v0 e 1, Leap, Ttls, Tls e Eap-Fast; si possono aprire le presentazioni in PowerPoint e i documenti Word (DocX). Con il software non aggiornato già si potevano consultare quelli di Word, Excel, Pdf e Jpg. Ricordiamo, ancora, che questi documenti possono essere certamente visti, ma non possono essere salvati localmente o modificati.

Infine: gli amministratori di sistema possono mantenere il controllo sull’uso personale di un iPhone assegnato per lavoro. Per esempio, può essere

blindato l’utilizzo di Safari (il Web browser) e anche di YouTube, e chiaramente può essere impedito l’accesso a App Store e iTunes, le cui icone scompaiono del tutto dalla Home, con protezione dei controlli tramite un PIN a quattro cifre. Lo stesso per quanto riguarda la riproduzione di file multimediali che contengano le tag specificate.

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