iPhone: le riflessioni del giorno dopo

Mobility

Facciamo il punto sul Melafonino di Apple a partire dai difetti. Con l’iPhone 3G, inoltre, Apple rinuncia a una fetta di guadagno per ogni unità venduta, ma punta sul mercato di massa

L’ i-Day, il giorno dell’iPhone , è passato come un ciclone mediatico, portando con sé molte novità in casa Apple. Facciamo il punto sull’iPhone 3G e sul software iPhone 2.0: perché l’iPhone non è solo uno smartphone né solo un oggetto di culto, ma è soprattutto un ecosistema, destinato a portare lo smartphone (invece del solito telefonino cellulare) alle masse. E, sull’onda della consumerization del business, cambiare anche un po’ il rapporto tra corporate e smartphone.

Ma l’iPhone ha difetti? Eccoli uno per uno.

Innanzitutto con l’iPhone 3G Apple rinuncia a una fetta di guadagno per ogni unità venduta, ma punta sul mercato di massa. Il prezzo di vendita sarà 199 dollari, meno della metà del primo iPhone, perché Apple scommette sui volumi di vendita: ma il prezzo sarà tradotto in euro? Sono in molti a dubitare.

Ancora Tim e Vodafone non hanno fatto sapere quanto costerà l’iPhone italiano, ma Vodafone ha solo detto quanto costerà l’ iPhone sbloccato (per le prepagate), senza contratto: 499 euro per l’iPhone da 8 GB e 569 euro per il modello da 16 GB.

Il prezzo per la clientela ricaricabile sarà dunque alto. Per gli utenti business, dovranno essere prese in esame le offerte commerciali di Tim e Vodafone (non ancora note).

Rimarrà il limite di un contratto molto lungo (si parla di 24 mesi) presso uno degli operatori concessionari.

L’iPhone ha guadagnato connettività 3G e Gps (e cuffie di qualsiasi marca, senza il jack incassato per la cuffia), ma ancora non ha le seguenti cose: Mms; il copia e incolla; una fotocamera sul davanti per le videochiamate; A2DP Bluetooth per lo streaming stereo, ma si deve accontentare di una funzione Bluetooth limitata, non in grado di supportare l’interscambio di file con altri apparecchi mobili. La lista completa di cosa manca al nuovo iPhone è a cura di Gizmodo Italia.

Altro neo è l’integrazione delle batterie con il dispositivo, il che è un grosso limite in caso di malfunzionamento dell’apparecchio.

La versione 2.0 del software, inoltre, è dedicata a clienti Enterprise ed uffici: leggerà i formati Microsoft Office e gli equivalenti Mac (Keynote, Pages e Numbers) e supporterà molte applicazioni per l’ufficio (server Exchange, supporto VPN, tra gli altri). La vendita di applicazioni di terze parti avverrà su una sorta di iTunes del software. Il tutto lucchettato con Drm per evitare la pirateria. Secondo Piper Jaffray, il negozio virtuale di applicazioni App Store ricaverà 1,2 miliardi di dollari nel 2009, con al massimo due download per iPhone dall’anno prossimo (fonte: InformationWeek ).

L’ iPhone sbarcherà in Italia l’11 luglio, ma ancora mancano troppi tasselli per sapere veramente se l’iPhone in Italia sarà conveniente o meno.

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Autore: ITespresso
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