iPod si fa "Nano"

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L’ennesima scommessa di Apple passa attraverso un nuovo lettore Mp3 dalle dimensioni incredibilmente piccole

Apple non molla la presa e affronta il mercato dei dispositivi portatili di musica con un prodotto ancora più innovativo. Si tratta del nuovo iPod Nano, piccolissimo e leggerissimo, in grado di contenere fino a 500 o 1.000 brani musicali, a seconda della versione. L’annuncio del nuovo Nano è stato dato in contemporanea con il lancio del primo cellulare Motorola che supporta iTunes. Enzo Biagini, Amministratore Delegato di Apple Italia, ci spiega strategie e aspettative della società nel nostro Paese. All’inizio di settembre avete presentato al mercato diversi prodotti interessanti, tra cui iPod Nano. Dal 2001 a oggi avete venduto 21 milioni di iPod, quali sono le prospettive, alla luce del nuovo arrivato? Con gli annunci del 7 settembre, ancora una volta, come ormai accade sempre più spesso, crediamo di avere presentato un prodotto innovativo improntato sul nuovo modo di fruire la musica. Un settore che ci ha visto impegnati in prima linea in questi ultimi anni. Questo all’interno di una visione strategica che punta sempre di più sulla convergenza digitale, con il computer Mac al centro dell’utilizzo di una serie di dispositivi elettronici. Sono convinto che iPod Nano, in questa ottica, avrà un grandissimo successo di mercato. Con il Natale alle porte, potremo averne subito conferma. Per quanto riguarda la grande distribuzione, credo che questo dispositivo rappresenti una opportunità, perché il prodotto ridefinisce nuovamente i confini dei lettori Mp3 digitali: più sottile di una matita, con un peso di poco superiore ai 40 grammi, un bellissimo display a colori, e disponibile in due versioni da 209 e 269 euro, in grado di contenere rispettivamente 500 e 1.000 brani musicali. Oppure, in alternativa, fino a 25 mila immagini digitali. Gli iPod sono collegabili a un personal computer, Pc o Mac, con il software iTunes, oggi disponibile nella versione aggiornata. Apple si ripropone con grandi novità, a conferma di una capacità di leadership, ma soprattutto di innovazione, che la società ha saputo portare avanti in tutti questi anni. I risultati raggiunti fino a oggi sono sicuramente importanti? Ad oggi abbiamo superato i 22 milioni di iPod venduti dal 2001, anno della loro comparsa, con più di 500 milioni di canzoni scaricate fino allo scorso luglio, numero abbondantemente superato; in Europa sono state acquistate oltre 50 milioni di canzoni, grazie all’apertura progressiva dei siti nei vari Paesi. Questi risultati ci hanno portato ad avere l’80% di quote di mercato di musica scaricata negli Usa, e l’82% in Inghilterra. Per l’Italia non ci sono ancora dati di questo tipo, ma posso affermare che anche nel nostro Paese c’è tantissima gente che scarica musica legalmente. Questo conferma che il pubblico, quando può disporre di un’offerta importante (oggi il catalogo comprende oltre due milioni di canzoni), a un prezzo soddisfacente, usufruisce di tali prodotti. Apple ha dimostrato che in questo settore ci sono grandi opportunità di business. Di recente, un autore come Madonna, ha reso disponibili in esclusiva sul nostro negozio di musica online iTunes Music Store, i suoi 15 album. È un’ulteriore conferma della validità della piattaforma. L’Italia come si posiziona in questo business? L’Italia è un mercato molto importante, sia per numero di abitanti sia per loro tipologia. Non a caso il successo delle vendite di cellulari ha un valore assoluto a livello mondiale. I lettori Mp3 sono dispositivi relativamente facili da usare, e quindi non è richiesto all’utilizzatore un grande know how tecnologico. E la facilità d’uso è sempre stato uno dei cavalli di battaglia di Apple. La miscela di questi elementi farà sì che anche nel nostro Paese iPod Nano possa raggiungere un importante successo. Con interessanti opportunità per la grande distribuzione. E quanto pesa la grande distribuzione? Non posso fornire numeri, ma posso dire che sta ancora crescendo. La gran parte degli iPod viene venduta proprio attraverso la grande distribuzione, ed è logico che sia così. Oggi esiste un’offerta molto importante di dispositivi di consumer electronics nella GD. Gli iPod, e nel caso specifico il Nano, sono di per sé un successo come prodotto e come piattaforma. E non va trascurato un aspetto fondamentale per la GD: la possibilità di disporre di un gran numero di accessori che, dal punto di vista dello stile e del design, si abbinano coerentemente con l’iPod. Per un operatore della grande distribuzione è importante poter dedicare una parte del lineare con un’offerta completa. Attorno agli iPod si è sviluppato un portafoglio molto importante per i consumatori, con più di mille accessori. Ed essendo tra l’altro l’iPod molto ben allineato all’interno della nostra strategia di vita digitale, con la possibilità di fruire in modo diverso i vari contenuti, tra cui la musica, è chiaro che stile, colori, materiali, design divengono fattori molto importanti. E il pubblico l’apprezza. iPod Nano sostituisce il modello Mini? Gli altri prodotti rimangono invariati? Sì, il Mini esce di scena, sostituito dal Nano. L’offerta rimane comunque molto variegata, con un prodotto entry level come Shuffle, il Nano nel segmento intermedio, sul quale Apple come volumi punterà tantissimo, e iPod Photo, che fornisce caratteristiche di livello più elevato. Cosa vi aspettate per il futuro? Per policy aziendale non rilasciamo mai dati locali, né tantomeno stime per il futuro. Ma proprio Steve Jobs (Ceo della società) nella sua presentazione del 7 settembre, ha citato una quota di mercato sugli Mp3 del 74% in Usa. iPod Nano contribuirà in maniera importante a rafforzare e a far crescere questa quota. Apple svolge un ruolo di leader, ma soprattutto di azienda innovatrice. Non ci si può fermare su quanto raggiunto, bisogna continuare a interrogarsi su cosa è possibile fare per migliorare. Il Nano è senza dubbio un’evoluzione migliorativa rispetto all’offerta attuale. I prodotti elettronici hanno un ciclo di vita molto breve, e noi dobbiamo seguire questo andamento, soprattutto tenendo conto che Apple non segue trend di sviluppo impostati da altri. L’obiettivo, grazie ai nostri know how tecnologici, è continuare a innovare i prodotti, sugli Mp3 come sui computer. Con iPod Nano riteniamo di aver portato sul mercato un prodotto estremamente innovativo, che racchiude in uno spazio ridottissimo caratteristiche molto interessanti. E in questa prima fase sta ricevendo tantissimi apprezzamenti. Lei ha detto che l’iPod rappresenta un’opportunità per la grande distribuzione. Per quali motivi? Perché non è un semplice prodotto, ma un dispositivo con caratteristiche ben definite, che si differenzia moltissimo dalla concorrenza. È un prodotto leader, che dà la possibilità di creargli attorno un “ecosistema”. Nell’ambito delle partnership di canale portiamo avanti un approccio di multicanalità, perché ci piace offrire al cliente diverse possibilità di scelta. Lavoriamo con superfici specializzate e non, con strutture che non vendono solo prodotti elettronici ma che attirano un gran numero di clienti. Con iPod queste realtà possono corredare il prodotto di una serie di dispositivi e creare, all’interno del proprio lineare, o all’interno delle aree che ritengono adatte, un’offerta completa in grado di fornire ampia visibilità all’utente. Così il consumatore capisce che non compra un singolo prodotto, ma entra in un mondo particolare, con la possibilità di integrare il dispositivo con altri accessori. Un ecosistema vero e proprio che vale anche per i nostri Mac, che dispongono di un ampio corollario di dispositivi, software, hardware e di comunicazione, pensati per allargare l’offerta e integrarla. Spesso molto differenziati da quanto c’è sul mercato. L’operatore ha la possibilità di indirizzare il cliente con un discorso mirato e di grande attrazione. Come cambierà, secondo lei, il mercato della musica portatile? Credo sia già cambiato molto, e continua tuttora a cambiare. Abbiamo dimostrato, assieme ai detentori di contenuti, quindi alle principali major discografiche, nonché alle centinaia di etichette indipendenti, che si può usare la nuova tecnologia per offrire un modo nuovo di acquistare e quindi di fruire la musica. Musica dappertutto, ovunque uno voglia ascoltare le proprie canzoni preferite. Questo ha fatto avvicinare altre realtà: ci sono tantissime case automobilistiche che hanno generato accessori per collegare iPod all’interno delle loro auto. Non solo musica per sé stessi, con le cuffie, ma anche tanti accessori di aziende mirate all’hi-fi, che permettono di collegare iPod alle casse o ai sistemi di riproduzione, per un ascolto più allargato. Parliamo di Rokr, il suo arrivo ha stupito molti. Alcuni analisti hanno criticato il prodotto per il prezzo elevato, a fronte di una capacità troppo limitata. È vero? Rokr porta con sé una grandissima novità, pienamente in linea con quanto detto finora, cioè il fatto di poter ascoltare la musica in modalità diverse. Il cellulare è uno dei dispositivi più personali che abbiamo. Poter portare la nostra esperienza musicale sul cellulare Motorola, inserendo una versione di iTunes, il nostro juke box digitale, è un’innovazione di grande rilievo. Si può organizzare e ascoltare la musica sul cellulare, esattamente come sul computer, con la medesima facilità d’uso e la stessa qualità a cui siamo oramai abituati. Il mercato ha a disposizione un’opzione in più: dopo il computer e l’iPod, ora anche il cellulare. E siamo stati i primi a offrirlo. Apple è presente in molti canali, come intende muoversi prossimamente? Vorrei sottolineare il nostro approccio multicanale, che vede la presenza di Apple nei retail specializzati in prodotti It come in quelli di consumer electronics, e anche nei negozi di mass-merchandising; la nostra logica è improntata sullo sviluppo, vogliamo cioè continuare a rendere i prodotti sempre più disponibili e più visibili. Puntando sull’ecosistema, offriamo opportunità ai retail, soprattutto a coloro che credono nella convergenza digitale, che dal nostro punto di vista vuol dire avere il computer al centro, e diverse applicazioni che mettono in contatto tra di loro e ottimizzano, o meglio aggiungono valore, a tutta una serie di dispositivi. Così è nato iPod: non è un prodotto a sé stante, ma inserito all’interno di una visione, la nostra visione strategica. Quanto conta la grande distribuzione specializzata e quanto quella generalista? Apple è presente in Gdo e Gds. Lavoriamo con catene di Pc, con superfici specializzate e stiamo allargando la nostra presenza sul mercato, integrando i rapporti attuali con un numero maggiore di operatori. Sempre nell’ottica di trovare partner che condividono l’obiettivo strategico di presentare prodotti con certe modalità. Abbiamo intenzione di allargare i nostri contatti, perché vogliamo offrire molteplicità di scelta alla clientela, dalla vendita diretta online fino alla grande distribuzione. Abbiamo iniziato con la Gds, in quanto sono operatori orientati verso un’offerta prettamente hi-tech e di Information technology; ma oggi iPod è un prodotto di massa e pertanto le logiche e le politiche di sviluppo del canale devono riflettere questa realtà..

Autore: ITespresso
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