Ipv6 debutterà il 6 giugno

MarketingNetworkReti e infrastrutture
Ipv6

Si avvicina lo switch over per il protocollo. Il passaggio da IPv4 a IPv6 avverrà il 6 giugno. L’Italia è pronta?

Si avvicina la data del passaggio da IPv4 a IPv6. Lo switch over per il protocollo Internet, ovvero la migrazione da Ipv4 a Ipv6, è fissato per il 6 giugno. Da anni VNunet.it e di recente ITespresso.it hanno avvertito per tempo che Ipv4 era ormai agli sgoccioli: in dieci anni siamo passati da 250 milioni a due miliardi di utenti connessi; una crescita tumultuosa richiedeva un upgrade infrastrutturale. Ora incombe davvero lo switch over: dopo i maxi test in occasione dell’Ipv6 World Day, dello scorso 8 giugno, la data è di quelle storiche per la Rete, da segnare sul calendario: 6 giugno 2012. Le aziende e i vendor appartenenti all’Internet Society sanno che per quella data dovranno essere pronte, a partire dal supporto dello standard da parte di device e servizi.

Esauriti gli indirizzi Ipv4, IPv6 aumenterà drasticamente il numero degli indirizzi disponibili per i nuovi siti.

Ricordiamo quali sono i vantaggi di Ipv6: innanzitutto si sono esauririti gli indirizzi Ip (4,3 miliardi di indirizzi); assicura una maggiore sicurezza nelle comunicazioni; applicazioni evolute e flessibili; Ipv6 sarà inoltre critico per i dispositivi mobili e per la cosiddetta ‘Internet delle cose‘. Internet delle cose sarà quando “due calzini saranno dotati di sensori RFID in grado di ‘parlare’ tra loro, reagire alle condizioni ambientali e comunicare l’uno la posizione dell’altro“, grazie alla capacità di interagire autonomamente della rete di sensori. La prossima frontiera dell’advertising online e del Web.

L’Italia è pronta? Il sito GARR.it espone il modulo di iscrizioni per un corso, senza limiti di tempo, dedicato ad amministratori di rete,  per implimentare Ipv6.

A partecipare al trest dell’8 giugno scorso sono stati Google, Fastweb, Cisco, Akamai, Yahoo! e Facebook. Il passaggio all’Ipv6 è inderogabile per evitare di sobbarcarsi costi maggiori e soprattutto il rischio di restrizioni all’uso di Internet da parte degli utenti di tutto il mondo. Perché: “Se il passaggio a IPv6 non si compie decentemente e globalmente entro quest’anno, dunque, è lecito attendersi che – non potendo frenare né l’espansione né le tranches della rete già pronte per IPv6 – avremo per la prima volta aree di Internet che non si parlano fra loro, non sussistendo più la condivisione del protocollo“ (The Inquirer).

La frammentazione in due tronconi porterebbe: una parte (capace di IPv6 e IPv4), quella più “ricca” tecnologicamente rispetto all’altra; e un’altra parte meno avanzata (solo IPv4). Se non vogliamo rischiare di dare vita alla famigerata Internet 2, tutti i provider e vendor devono darsi una mossa: ”Ci si potrebbe allora trovare di fronte a una rete superveloce ed efficiente su cui troviamo i content providers più ricchi che pagano di più e più velocemente i carriers separata da un’altra rete su cui viaggiano le start-up, i progetti free eccetera”.

Ipv6 dal 6 giugno
Ipv6 dal 6 giugno
Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore