Istat: Una famiglia su 3 non naviga in Rete da casa

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L'e-commerce di natale vale il 25% di tutto lo shopping online annuale
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L’utilizzo del web aumenta nella fascia d’età tra i 15-24 anni, oltre il 91%, ma, in quest’ultimo anno, è partita la rincorsa da parte degli individui Over 60. L’identikit dei cyber-naviganti italiani tracciato dall’Istat

Un terzo delle famiglie italiane non ha accesso al Web da casa. Il motivo è da attribuire alla mancanza di competenze digitali: senza e-skills non si naviga. Lo certifica l’Istat nel rapporto intitolato ‘Cittadini, imprese e Ict anno 2016′, secondo il quale l’Italia arranca in fondo alla classifica europea per diffusione della banda larga.

Istat: Una famiglia su 3 non naviga in Rete da casa
Istat: Una famiglia su 3 non naviga in Rete da casa

Nella classifica l’Italia si piazza al 19esimo posto con una quota pari al 77%: sono ben 6 punti percentuali sotto rispetto alla media europea (83%). Rispetto al 2015 è salita dal 66,2% al 69,2% la quota di famiglie che ha un accesso a Internet da casa. Le famiglie che dispongono di una connessione a banda larga salgono dal 64,4% al 67,4%. Calabria e Sicilia sono le regioni con il tasso inferiore di diffusione della banda larga tra le famiglie.

Il 55,6% delle famiglie che non dispone di accesso alla Rete afferma che non naviga per mancanza di competenze. Quasi un quarto (23,6%) non giudica Internet uno strumento utile e degno d’interesse. Altri danno la colpa a motivazioni di natura economica: per l’alto costo dei collegamenti o degli strumenti necessari. L’8% non naviga in Rete da casa perché almeno un componente della famiglia si collega in Rete da un altro luogo. Marginale è infine la percentuale di famiglie che tra le motivazioni punta il dito contro la mancanza di rispetto e tutela della propria privacy e la mancanza di disponibilità di una connessione a banda larga.

Le famiglie più connesse sono quelle in cui è presente almeno un minorenne: nove su dieci (90,7%) dispongono di una connessione a banda larga; le meno connesse sono le famiglie composte solo da over65. Il titolo di studio pesa nel divario culturale degli italiani: si collega a banda larga il 91,6% delle famiglie con almeno un componente laureato contro il 55,3% delle famiglie in cui il titolo di studio più alto si ferma alla licenza media.

L’utilizzo del web aumenta nella fascia d’età tra i 15-24 anni, oltre il 91%, ma, in quest’ultimo anno, è partita la rincorsa da parte degli individui di 60-64 anni (da 45,9% a 52,2%) e in particolare tra le donne di questa fascia di età (con un incremento dell’8,7%).

L’85,8% dei cyber-naviganti negli ultimi tre mesi ha visitato contenuti culturali e il 68,9% ha guardato video online da YouTube e piattaforme analoghe. Più della metà (55,2%) ha letto giornali, ricercato informazioni, consultato riviste online e il 49,9% ha ascoltato la musica in streaming. Oltre un italiano su 4 ha guardato Tv in streaming o ondemand (28%).

Più della metà degli internauti (57,8%) ha visitato social media come Facebook o Twitter. La percentuale supera l’80% tra i 15-24enni. A livello geografico, i social network sono meno diffusi al Nord (54,7% rispetto a 60,8% del Centro e del Mezzogiorno). Poco più del 50% dei cyber-nauti invia messaggi su chat, blog, forum di discussione online, mentre ben il 64,9% usa servizi di messaggeria istantanea per comunicare.

L’Istat fotografa un incremento dell’e-commerce: sale dal 48,7% del 2015 al 50,5% della quota di individui sopra ai 15 anni che hanno fatto shopping online nei tre mesi precedenti l’intervista. Anche tra quelli chi non ha effettuato acquisti negli ultimi 3 mesi, il 40,9% ha comunque cercato informazioni su merci o servizi o ha venduto beni online. Sono più propensi a comprare online gli uomini (54,4%), le persone tra i 20 e i 34 anni (60%) e i residenti nel Nord-est (55,8%). Gli acquisti più gettonati sono Viaggi e trasporti (40,9%) e Abiti e articoli sportivi (40,2%), mentre non decolla ancora l’acquisto di alimentari (8,6%).

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