IT Barometer fotografa l’occupazione nel mercato IT

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IT Barometer fotografa l'occupazione nel mercato IT
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Dall’indagine e dall’infografica realizzata dall’IT Barometer – Michael Page, i professionisti italiani dell’It si dichiarano motivati dal proprio lavoro, ma stressati. Pronti a cambiare regione, a fronte di un tangibile miglioramento

Dall’ultima indagine realizzata dall’IT Barometer – Michael Page nel mese di marzo, i professionisti dell’IT si dichiarano motivati dal proprio lavoro (52,9%), ma stressati. A differenza di quanto si creda, sono propensi a cambiare regione (77%), a fronte di un tangibile miglioramento.

L’occupazione risulta al 93% mentre la voglia di mobilità è proporzionale ai vantaggi economici o di carriera. Va sottolineato l’altissimo livello di occupazione (93,2%) dei professionisti IT in questo periodo. Il 52,7% percepisce uno stipendio tra i 35 e i 55mila euro. Tra chi si occupa di software, il 70,4% guadagna meno di 55mila euro annui, mentre chi gestisce progetti trasversali guadagna più di 55mila euro.

IT Barometer fotografa l'occupazione nel mercato IT
IT Barometer fotografa l’occupazione nel mercato IT

Il 52,9% degli intervistati si dichiara motivato. Il riconoscimento è però un fattore poco diffuso all’interno degli attuali ambiti di lavoro: lo considera un elemento di soddisfazione il 96,8%, ma solo il 32,4% pensa di goderne all’interno del proprio ambiente lavorativo. Il 54,2% associa la propria soddisfazione invece allo stipendio.

A parità di stipendio, l’IT Barometer fotografa lo scontento delle donne oltre il 30%. Le più motivate non sono le donne: il 39,1% sul campione ritiene di non godere di opportunità di carriera e il 30,4% si lamenta dello stipendio. Sia uomini (95%) sia donne (84%) si trovano d’accordo nel chiedere al datore di lavoro l’opportunità di affrontare nuove sfide, in termini di progetti e tecnologie. Si tratta di una delle maggiori e più importanti leve a disposizione dei datori di lavoro per trattenere il talento in azienda.

La professione, a maggioranza maschile, registra una massiccia presenza femminile di figure IT focalizzate nel settore della consulenza (oltre il 40%). Le donne denunciano, in misura maggiore rispetto agli uomini, il livello di stipendio (30,4%) e le scarse opportunità di carriera (39,1%).

Sotto il profilo dello stress, solo il 37,5% afferma di non vivere situazioni stressanti. Dai dati emerge inoltre che il settore IT è caratterizzato da staticità delle posizioni: i due terzi del campione, pari al 64,8%, lavora da almeno quattro anni nella stessa azienda. Il 74,4% ha una percezione positiva del mercato e dell’evoluzione dei settori It nel futuro.

Per attrarre talenti, bisogna spingere su alcuni tasti: “Le motivazioni che spingono questi professionisti a cambiare azienda sono in primis lo stipendio (67,1%), poi la chiara definizione del ruolo e delle responsabilità (53,4%) e un chiaro percorso di carriera (41,8%)” – spiega Angela Battaglia, responsabile divisione Technology di Michael Page. “Per il 37,2% la dimensione ideale dell’azienda in cui lavorare in futuro è irrilevante. E, contrariamente a quanto comunemente si può pensare ben il 77,1% è disposto a trasferirsi in un’altra regione a fronte però di un piano di carriera importante o pacchetti retributivi migliorativi di una certa rilevanza”.

Per trattenere un talento in azienda, servono un buon rapporto sia della qualità di vita che di lavoro, la visibilità del ruolo all’interno della struttura societaria, l’adeguamento dello stipendio e il suo aumento in base alla seniority, oltre alla crescita professionale ed economica, ma soprattutto investimento nella formazione continua, in particolare nelle tecnologie che per i professionisti IT rappresentano un valore inestimabile e imprescindibile.

L’indagine è stata condotta dalla società di ricerca e selezione di personale specializzato nell’ambito del middle e top management Michael Page, condotta su un campione di 586 intervistati in tutta Italia. Di essi, il 91% è rappresentato da uomini, il 9% da donne; l’8% è nella fascia d’età sotto dei 35 anni, il 54% fra i 36 e i 45 anni e il 38% oltre i 45 anni. Il 26% ricopre questo ruolo nell’industria, il 25% nella consulenza e il 15% nel settore banca e assicurazioni. Infine, il 33% è diplomato, il 24% è laureato (laurea di secondo livello) e il 23% possiede una laurea in ingegneria. Il campione è costituito da persone che si occupano nel 32,8% dei casi di progetti trasversali, nel 21,3% di software, per il 13,3% di infrastrutture e di progetti Erp per il 13,1%. infografica_it-barometer-michael_page

Autore: ITespresso
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