Italia bocciata per la Privacy in Sanità

Sicurezza

Il 55% delle Asl italiane investe ogni anno meno dello 0,3% del budget medio
in sicurezza

Il dato emerge dall’indagine nazionale sulla ?Sicurezza informatica delle Asl e la privacy dei dati sanitari? promosso dal Centro Alta Tecnologia della Link Campus University of Malta, la filiale italiana dell’Ateneo di stato Maltese. Dallo studio si evince che anche l’investimento in tecnologie informatiche non è da meno, con una media dell’1,5% del budget, a fronte di una spesa che dovrebbe stabilizzarsi intorno al 5%. E ancora, solo il 43% delle Amministrazioni delle Asl ha nominato un responsabile sicurezza, una su tre (il 37%) ha definito una policy e circa una su cinque (il 22%) dispone di un gruppo per la gestione degli incidenti. Ma non è tutto: le Asl italiane non sembrano troppo attente a chi gestisce i dati sensibili di pazienti e dipendenti: il 67% li esternalizza. Ma quasi una su cinque (18%) afferma di non sapere nemmeno cosa delega al di fuori della propria struttura. Per non parlare della gestione delle cartelle cliniche negli ospedali dove viene ?evidenziata l’assoluta carenza di confidenzialità nel trattamento?.

Autore: ITespresso
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