Italia, grande laboratorio

Aziende

Lo afferma Orlando Ayala, vicepresidente di Microsoft e vera mente strategica per il mercato Small-Medium, che illustra anche le prospettive della società di Redmond

L’Italia continua a rappresentare un modello per il mercato definito come “Small-Medium”. Nonostante le sue peculiarità geofisiche e strutturali, chi vuole approcciare la fascia di imprese che noi chiamiamo Pmi, trova nel Bel Paese tutti gli elementi essenziali per creare il cocktail vincente. L’ultimo esempio viene da Microsoft che ha promosso Davide Viganò, fino a maggio vice direttore generale di Microsoft Italia e responsabile della Business & marketing organization, mettendolo a capo della nuova divisione “Marketing midmarket”presso la casa madre a Redmond. L’annuncio lo ha dato Orlando Ayala venuto recentemente in Italia. Il top manager ha un ruolo molto importante in questa fascia di mercato essendo direttore della Small and midmarket solutions & partner, ma anche Chief operations officer di Microsoft Business Solutions (Mbs), che si occupa del mercato degli applicativi (Erp e Crm). Ora Vigano dovrà seguirlo in una nuova avventura con un ruolo chiave: quello di decidere le strategie di mercato, le campagne di comunicazione e la pianificazione commerciale worldwide per lo sviluppo del business. Il fatto ci fa piacere, allontana dalla nostra mente un po’di frustrazioni internazionali, dovute a una raffica di retrocessioni in tante classifiche internazionali. Ma a proposito della situazione italiana cosa ha da dire Ayala?

“Siamo soddisfatti di come vanno le cose in Italia, nonostante la stagnazione del mercato italiano negli ultimi anni la crescita c’è, per le licenze addirittura è a due cifre. Il progetto Punto Microsoft ha dato i suoi frutti e il modello pilota che abbiamo sperimentato in Italia sarà esportato a livello mondiale. Certo, esistono dei problemi dovuti alla congiuntura economica,ma sono problemi di carattere finanziario legati alla copertura degli investimenti che si possono superare con nuove iniziative”. Ayala si riferisce ai programmi “Bussola d’impresa”per la formazione e “Bussola finanziamenti”, per facilitare l’accesso al credito e i progetti d’innovazione tecnologica delle Pmi,ma anche alla possibilità di accelerare il drenaggio di fondi dell’Unione europea, aiutando le imprese a presentare progetti consoni alle aspettative dei bandi pubblici. Infine, va ricordato il sistema di dilazione dei pagamenti delle licenze (Osl, Mio), rafforzato dall’arrivo anche in Italia di “Microsoft Capital”, la divisione che, in partnership con realtà finanziarie locali, offre una gamma di servizi di finanziamento per l’acquisto di prodotti Microsoft.Naturalmente Microsoft è disposta a spendere la sua parola anche con gli Istituti per facilitare l’accesso al credito, sempre che Basilea 2 lo permetta. Sul piano tecnologico Ayala ci dà qualche ulteriore gratificazione illustrando quel principio della verticalizzazione delle soluzioni, che ha sempre contraddistinto le richieste delle aziende italiane. “Oracle ha acquistato PeopleSoft e ora pensa anche alla possibilità di conquistare Siebel, il mercato si sta concentrando sempre di più e i grandi attori saranno pochi – spiega Ayala. Noi vogliamo dare alla nostra offerta un ruolo di piattaforma abilitante orizzontale, ma se guardiamo anche alla parte applicativa scopriamo le possibilità legate alla costruzione di un ecosistema. Stiamo cercando di farlo tramite partner specializzati per settori verticali, fornendo le piattaforme Erp orizzontali su cui loro possono sviluppare delle soluzioni verticali”.

Questo significa che le differenze sul mercato saranno contrassegnate dalle applicazioni verticali. In pratica quella parte personalizzata che serve alle imprese per dare più valore al business. Il discorso risulta più chiaro se si pensa ai piani di sviluppo che Microsoft sta mettendo in campo, che riguardano non solo l’integrazione software ma una sorta di convergenza applicativa che ha come scopo la semplificazione e l’adattabilità dell’intera struttura informatica aziendale. Le soluzioni applicative di Mbs nel 2007 si uniranno nel tanto chiacchierato progetto Green, prendendo e integrando il meglio di Navision, Axapta, Great Plains (Erp in vendita solo negli Usa) e del Crm. Ma perché, se fra i grandi player c’è anche Sap, Microsoft ha avviato una partnership per ottimizzare Office con le applicazioni della società tedesca? “L’iniziativa – precisa Ayala – è in accordo con quella che abbiamo chiamato Convergenza applicativa, un ecosistema che intende dare: più forza all’azienda, migliori strumenti di analisi dei dati e connessioni con qualsiasi sistema gestionale. Vogliamo abilitare attività personali, sviluppare la business intelligence e utilizzare Xml per i rapporti con i business partner. Questa è anche la direzione dell’accordo con Sap, una via iniziata da tempo, come dimostrano il 70% delle implementazioni Sap fatte su Sql Server. Mendocino (nome in codice dell’accordo, Ndr) è un modo per dare più efficienza ai clienti, ma senza rinunciare alla parte competitiva con Sap”. Tornando sulle tematiche relative alle Pmi,Ayala risponde anche a chi chiede informazioni sulla possibilità di avere soluzioni per certificare e tracciare le informazioni in ottemperanza con le nuove normative. Negli Usa Microsoft dispone di un sistema per il rispetto di regole contabili che riguarda il midmarket,mentre in Europa, e anche in Italia, si attende una miglior comprensione sul rispetto di alcune normative. Per concludere il discorso gli abbiamo chiesto come Microsoft intende rispondere alla notevole espansione di Linux nel mondo delle Pmi italiane,dove la soluzione open source risulta essere molto apprezzata per stabilità e flessibilità. Per Ayala la chiave del problema sta nella comprensione della mission svolta da Microsoft:”Noi facciamo business integration, per farlo con l’open source le aziende dovrebbero fare pesanti investimenti e aumentare il livello di complessità della loro struttura informatica. Noi pensiamo che le aziende vogliano maggiore integrazione e minore complessità. Questa è la nostra direzione. È chiaro che Ibm, che vende servizi software, non ha interesse verso questo approccio. Noi, in ogni caso stiamo verificando un’inversione di tendenza e molte aziende che avevano scelto l’open source stanno migrando verso Windows”. Un tema su cui presto torneremo a parlare più in dettaglio.

Autore: ITespresso
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