Italia: pollice verso per l’information society

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Il nostro Paese è agli ultimi posti della classifica del World Economic
Forum, stilata secondo i parametri della dichiarazione Ue di Lisbona.
Superare gli Usa, entro il 2010 appare una chimera.

Peggio di noi solamente Grecia e Portogallo, nella classifica delle nazioni europee meno competitive. Lo denuncia il World Economic Forum, che ha stilato una graduatoria, in base ai seguenti parametri: information society, innovazione, ricerca e sviluppo, liberalizzazione, rete industriale, servizi finanziari, imprese, coinvolgimento sociale e sviluppo sostenibile. Ai primi tre posti, nell’ordine, Finlandia, Danimarca e Svezia, con 5.8, 5.63, 5.62 punti; agli ultimi tre Grecia con 4 punti, Portogallo con 4.25 e Italia con 4.38. Se scorriamo la classifica, stilata a parte e riguardante i nuovi stati europei, vediamo che il nostro Paese ha ottenuto addirittura meno punti dell’Estonia, che si attesta a 4.64 punti. Analizzando i dati, vediamo che l’Italia è inferiore alla media europea, attestata a 4.97 punti, per non parlare di quella degli Stati Uniti, che fa registrare 5.55 punti. Entro il 2010 l’Europa, secondo la dichiarazione d’intenti stilata a Lisbona dagli Stati della Unione Europea, dovrebbe diventare l’economia più competitiva e dinamica del mondo. A meno di sei anni da quella data, la realtà dice che la strada da percorrere è ancora molta, moltissima per Paesi come il nostro, cronicamente indietro nel campo tecnologico.

Autore: ITespresso
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