Italia Startup amplia la base associativa

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Italia Startup amplia la base associativa
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In Italia Startup entrano abilitatori, investitori e aziende . Allargato anche il consiglio direttivo e rivisto lo statuto

In seguito alla nomina di Paolo Barberis a consigliere per l’Innovazione della presidenza del Consiglio, Italia Startup allarga la base associativa e il consiglio direttivo, ha costituito un comitato esecutivo ristretto, un board dei rappresentanti delle imprese e ha rivisto lo Statuto con cui saluta l’ingresso di abilitatori, investitori e aziende in Italia Startup, associazione no profit dedicata alle startup italiane. Il nuovo statuto renderà l’associazione più coesa ed incisiva. “Siamo entusiasti, – ha dichiarato Riccardo Donadon, presidente di Italia Startup -, della nomina di Paolo Barberis, founder di Nana Bianca e cofondatore di Italia Startup, a Consigliere per l’Innovazione della Presidenza del Consiglio. Sono certo che Paolo, in questo suo nuovo incarico, saprà interpretare le esigenze e valorizzare le opportunità dell’ecosistema delle startup italiane per lo sviluppo del sistema Paese che ha bisogno di nuova energia e di impostare una strategia di politica economica nel digitale con sempre maggiore urgenza”.

In Italia Startup entrano: Italian Angels for Growth con Marco Villa,  abilitatori come Startup Italia con Riccardo Luna, Talent Garden con Davide Dattoli, U-Start con Vittorio Mauri, Meta Group con Anna Amati e StartupCt con Antonio Perdichizzi, investitori come Key Capital con Giorgio Di Stefano, di incubatori come Trento Rise con Paolo Lombardi e di startup come Cloudesire con Eddy Fioretti, Findyouritaly con Andrea Monti, Easynex con Fausta Pavesio, Bemyeye con Gianluca Petrelli e Tara Consulting con Caterina Siclari.

L’assemblea ha anche stabilito un ampliamento del consiglio direttivo a 31 membri che compongono il Consiglio, suddivisi secondo le figure giuridiche presenti nell’Associazione: 9 Startup, 8 Incubatori, 6 Investitori e 7 Abilitatori più il Tesoriere.

Con queste iniziative – precisa Federico Barilli, segretario generale di Italia Startup -, l’Associazione si conferma come realtà indipendente in grado di riunire tutti coloro che credono nel rilancio dell’economia attraverso il sostegno e la valorizzazione delle giovani imprese innovative. L’azione di rinnovamento intrapresa, l’ingresso dei nuovi soci, la volontà di coinvolgere importanti personalità del nostro ecosistema, conferma l’impegno a essere protagonisti nella realizzazione di un ambiente favorevole allo sviluppo di startup innovative. Le decisioni deliberate dall’Assemblea dei Soci sono cardini fondamentali per coinvolgere la base associativa e tutto l’ecosistema allo scopo di attivare le Istituzioni, i privati e l’opinione pubblica in iniziative atte a dare alle Startup la forza di diventare elemento portante dell’economia nazionale, nella logica dell’innovazione di prodotto e di processo.

Il consiglio direttivo, dopo l’estate, nominerà al proprio interno un comitato esecutivo ristretto, composto da 6 consiglieri, affiancato da un board di rappresentanti dell’industri. Il primo si assumerà la responsabilità di rendere più stringenti le proposte avanzate dall’assemblea e dal consiglio direttivo, il secondo si pone l’obiettivo di far incontrare sviluppo industriale italiano e sviluppo delle giovani imprese innovative.

Italia Startup amplia la base associativa
Italia Startup amplia la base associativa

Secondo Venture Capital monitor (Liuc, osservatorio dell’Università di Castellanza), i finanziamenti in startup sono cresciuti a doppia cifra: si attestano a 66 le startup finanziate dal venture capital in Italia nel 2013, in crescita del 16% rispetto al 2012. Hanno totalizzato 58 milioni di euro, contro i 49 precedenti. Metà di questa cifra, pari a 26,9 milioni di euro, è volata al Sud, sebbene le startup del Sud non abbiano utilizzato 22 milioni di fondi destinati loro, di cui la metà soldi pubblici.

Ad aprile risultavano recensite 1227 startup innovative in Italia, 113 le startup hi-tech finanziate, 97 sono gli incubatori e acceleratori (64 pubblici e 33 privati), 32 gli investitori istituzionali (6 pubblici e 26 privati), 40 i parchi scientifici e tecnologici (37 pubblici e 3 privati), 65 gli spazi di coworking e 33 le competizioni dedicate alle startup. Sono poi 7 le associazioni dedicate e 13 le comunità online che offrono risorse agli startupper. Le startup finanziate hanno per il 46% sede al nord, per il 26% al centro e per il 28% al sud (39 funded startup sono lombarde, 17 venete, 11 campane, 10 laziali, 7 toscane, 6 sarde). Complessivamente nel 2012 sono stati investiti 112 milioni di euro in startup hi-tech. Per il 2013 gli investimenti complessivi si aggirano sui 110 milioni di euro. Nel 2012 il 70% degli investimenti nelle startup hi-tech è stato effettuato da Investitori istituzionali, mentre il restante 30% fa capo a Business Angel, Family Office e Incubatori/Acceleratori.

Il 73% delle startup è focalizzato sull’ ICT, il 16% nell’energia e nelle rinnovabili, il 9% nelle Life Science. Dal punto di vista geografico, le startup innovative sono per il 50% localizzate al nord, per il 36% al centro e per il 14% al sud. Ben 232 hanno sede in Lombardia, 135 in Emilia-Romagna, 120 nel Lazio, 113 in Veneto, 111 in Piemonte, 92 in Toscana.

Autore: ITespresso
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