Italia: tante reti, pochi contenuti

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È stato presentato il rapporto della Commissione interministeriale sui contenuti digitale nell’era di internet. Spetta alla banda larga aprire il mercato e-content

La Commissione interministeriale sui contenuti digitale nell’era di internet ha presentato un rapporto sull’e-content italiano. In termini di di reti di distribuzione l’Italia si piazza al secondo posto a livello europeo: 3% cntro il 3,2% della Gran Bretagna, risultata prima, superiore anche agli Stati Uniti. Tuttavia il mercato italiano dell’e-content registra un ritardo nella produzione di contenuti digitali. L’Italiasi arresta a un modesto 1,1%, dopo Francia, Germania, Regno Unito e Usa. In occasione della presentazione del rapporto interministeriale il ministro all’Innovazione Stanca ha inoltre rilasciato alcune dichiarazioni. Ha affermato la necessità di regole per evitare il Far West: bisogna cioè proteggere chi detiene diritti (copyright e non solo), però la repressione non è l’unica strada per la tutela della proprietà intellettuale. Le parole del Ministro sono state: “Dobbiamo proteggere la proprietà intellettuale e combattere le organizzazioni criminali ma a livello individuale certamente ci deve essere un intervento, ma non a livello criminale”. In Italia invece, e ben prima della contestata Legge Urbani, la regolamentazione di Internet è stata finora all’ordine del giorno. Infine, ritornando all’e-content, il Ministro ha dichiarato che il settore pubblico dovrebbe porre in rete contenuti digitali liberamente fruibili per diffondere il sapere e la cultura. Il mercato dei contenuti digitali va alimentato e promosso.

Autore: ITespresso
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