Italia.it divide ancora

Marketing

L’Enit promuove il controverso sito Internet per Bit 2008. Intanto a Scandalo
italiano vengono negate le carte per approfondire la querelle sul portalone che
è riuscito a suscitare l’indignazione di tanti esperti Web in Italia

Italia.it divide ancora e si conferma come uno dei casi più controversi nel panorama Internet italiano. Nato come portale del turismo, più volte annunciato e slittato, è costato letteralmente una fortuna (secondo Scandalo Italiano un totale da capogiro di 56,1 milioni di euro per un sito), Italia.it ha infine provocato un’ondata di protesta tipica del Web 2.0: non solo ha suscitato indignazione per i costi da capogiro, ma anche per la qualità e le lacune nella grafica e nella struttura del sito stesso. 1500 utenti tra esperti di web, IT e multimedia si sono riuniti nella comunità Scandalo Italiano e hanno chiesto con una lettera aperta trasparenza al governo: hanno ricevuto il classico due di picche. Il Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie non ha ritenuto la pur numerosa comunità online un soggetto giuridico tale da esercitare il diritto all’accesso ai documenti su Italia.it. Mentre infuria ancora la polemica sulle carte e sul diritto alla trasparenza negati, Italia.it riceve una promozione dall’alto. Negati i diritti bottom up (nei principi del Web 2.0), Italia.it sarà invece presentato alla Bit 2008. Lo annuncia l’Enit, l’ente del turismo italiano, secondo cui il portale dovrà avere il requisito dell’accoglienza turistica, il sorriso. Dopo l’atmosfera anti glasnost, la beffa. Ad aprile il ministro della funzione pubblica Nicolais ha tuttavia istituito una commissione d’indagine ‘sulle criticita’ e le possibili omissioni circa lo sviluppo del programma’.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore