Italia.it, eutanasia di un portale

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Annunciato con le fanfare e slittato più di una volta, il portale del turismo italiano Italia.it ha avuto vita breve e contrastata. Non ha avuto un esordio fortunato, contestato da blogger, esperti di Web e accessibilità fin dalla nascita, Italia.it di fatto non ha mai spiccato il volo. La chiusura improvvisa, in attesa di un rilancio in occasione della fiera Bit 2008 con l’Enit, in fondo non sorprende. Rimane però l’amaro in bocca per la spesa faraonica

di un maxi progetto nato morto: almeno 45 milioni di euro andati in fumo.

Dopo numerosi slittamenti, Italia.it, il sito che avrebbe razionalizzare il comparto del turismo italiano, è andato in Rete, ma ha fatto flop.

Il fiasco di Italia.it ha una sturia lunga e travagliata, blogger e esperti di grafica Web, usabilità e accessibilità hanno cercato di raddrizzare la rotta, fornendo consigli via Wiki in perfetto stile Web 2.0. Dal punto di vista istituzionale, l’Enit ha cercato di rilanciare il portalone in chiave turistica per l’evento Bit 2008. Ma, in quest’epoca di spazzatura napoletana in cui sembra sprofondare il Bepaese, anche Italia.it è finito nel cestino, speriamo differenziato ed eco-compatibile, buttato via come un ferro vecchio. Però l’esperimento è costato caro: almeno 45 milioni di euro, e c’è chi dice oltre 58. L’ennesimo spreco italiano.

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Autore: ITespresso
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