Italiani più multimediali, ma ancora indietro

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Il Rapporto Censis fotografa l’Italia come fanalino di coda in Europa,
tuttavia è più curiosa verso i nuovi media

Qualcuno l’ha definita una Rivoluzione copernicana, da teledipendenti a multimediali. Gli italiani stanno infatti scoprendo i nuovi media, attratti dall’interattività della Tv via Internet e dalle notizie sui videofonini. Gli italiani non sono più fermi a un solo media (la televisione), ma sempre più sanno usare tutti i media. Tuttavia l’Italia che emerge dall’ultimo Rapporto Censi s, pur modificando antiche consuetudini aggiornandole all’era della convergenza, rimane ancora indietro rispetto al resto d’Europa: Spagna al 61,3%, Germania al 67,7% e Gran Bretagna al 74,9%, ci staccano di diversi punti, mentre il Belpaese ha superato la Francia. Ma andiamo a leggere i dati: gli italiani multimediali crescono dal 46,6 per cento del 2002 al 53 per cento nel 2006, facendo un bel salto avanti, anche se la differenza generazionale è tuttora pesante (con la terza età televisiva al 91,4 per cento, e i giovani più poliedrici: 84,4 per cento alla Tv, la radio al 60%, Internet e libri al 48,9% e il cellulare al 28,9%). Inoltre nella fruizione musicale cambia l”uso dei media: radio (77,4 per cento), mp3 (77,2 per cento), Internet (69,7 per cento), e Tv in ultima posizione (57,3 per cento). Ma al pubblico dei media non interessa solo la musica, ma anche informarsi e approfondire, dando a queste attività la “massima importanza” (80,7% e 69% rispettivamente). Viene attribuita minore importanza all’intrattenimento (41,3%), o al relazionarsi con gli altri (45,3%). Infine recupera la lettura di libri: la percentuale di chi ha letto almeno un libro nell’ultimo anno supera la metà della popolazione, al 55,3%.

Autore: ITespresso
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