Italtel e la convergenza totale

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Presto si potrà usare il cellulare come telefono fisso; è una delle innovazioni a cui sta lavorando la società

Italtel oggi controllata da capitali stranieri (in prevalenza società di private equità) è stata per lungo tempo la principale industria italiana di telecomunicazioni, il braccio produttivo di Telecom Italia, dalla quale ricavava la pressoché totalità del suo fatturato. Cinque anni fa, con l’inizio della liberalizzazione e le innovazioni tecnologiche importate nel settore della telefonia dall’informatica, lo scenario è cambiato e la società ha iniziato un difficile percorso di riposizionamento che le è costato sacrifici in termini occupazionali, di ridimensionamento produttivo e di attività. In parte riconducibile anche alla separazione con Siemens che ha comportato, tra l’altro, la cessione a quest’ultima di tutte le risorse relative al mobile. Un distacco di cui oggi sente la mancanza alla vigilia della convergenza tra reti fisse e mobili. La strategia avviata a inizio decennio ed enfatizzata negli anni è stata quella della integrazione tra voce e dati. È la focalizzazione dell’attuale management che ruota attorno alla figura di Mauro Righetti, amministratore delegato dall’ottobre 2003. Il gruppo ha abbandonato le attività telefoniche tradizionali e oggi realizza il 95% del suo fatturato di circa 600 milioni di euro con soluzioni di convergenza per il traffico voce, dati e video su reti di nuova generazione. Con tale espressione, puntualizza Antonino D’Angelo, chief technology officer, si fa riferimento a un sistema di Tlc che, a differenza di quelli tradizionali, ottimizza e sfrutta al meglio la banda larga sulla quale scorre il traffico, in primis l’Ip. Tale tecnologia permette una gestione più efficiente del traffico in base all’effettivo consumo di banda, anche se generalmente non assicura i livelli di qualità dei servizi tradizionali. Italtel, per rimediare a questo limite, si è focalizzata su soluzioni altamente tecnologiche in grado di integrare e far convergere i due tipi di rete, con trasmissione di voce in tempo reale su una rete a pacchetto e con la progettazione di reti multiservizio in grado di supportare sia il traffico voce sia quello dati e video. L’aiuto di Telecom Italia è stato determinante così come è determinante è la collaborazione di Cisco per lo sviluppo di soluzioni anche per l’utenza aziendale. Inoltre, l’acquisizione nello scorso anno di One- Ans, azienda specializzata in soluzioni di gestione delle reti e nella progettazione di servizi mobili innovativi, ha fornito know how per la convergenza tra fisso e mobile.

Autore: ITespresso
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