Jobs act, arriva il controllo da remoto di Pc e telefonini

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Jobs act, arriva il controllo da remoto di Pc e telefonini
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Con il Jobs Act va in pensione anche l’Art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, dopo l’Art. 18. È scontro sul controllo a distanza dei lavoratori tramite Pc e smartphone

Il datore di lavoro, in linea con la Legge sulla tutela della privacy, potrà monitorare i suoi dipendenti a distanza, controllando Pc e smartphone da remoto. Secondo il Ministero del Lavoro, la norma si limita a mettere i puntini sulle i sul concetto di “strumenti di controllo a distanza” e sui paletti di utilizzabilità, senza “liberalizzare i controlli”.

Jobs act, arriva il controllo da remoto di Pc e telefonini
Jobs act, arriva il controllo da remoto di Pc e telefonini

Reuters Italia scrive che con il Jobs Act va in pensione anche l’Art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, dopo l’Art. 18, perché viene superato l’obbligo di accordo sindacale.

Finora serviva un’intesa con le rappresentanze sindacali o l’autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro, ma il decreto attuativo approvato dal Consiglio dei Ministri dell’11 giugno, collegato al Jobs Act, supera l’Art. 4 e stabilisce che strumenti come il Pc, lo smartphone o il tablet, di proprietà dell’azienda, potranno essere monitorati a distanza. Dovrà invece essere evitato un controllo eccessivamente pervasivo né il monitoraggio delle prestazioni professionali potrà interferire con la vita privata.

Rimangono sotto tutela opinioni politiche, sindacali, religiose, vita affettiva e sessuale del dipendente: nessuna indagine potrà essere svolta sulla sfera personale.

Autore: ITespresso
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