Joint venture tra l’ONU e il governo italiano

Aziende

Firmato un accordo tra il Ministro Stanca e Malloch Brown amministratore
dell’UNDP che prevede lo stanziamento italiano di un contributo di 2,3
milioni di dollari.

GINEVRA. Nel corso del 1° Summit mondiale dell’ONU sulla Società dell’Informazione, Mark Malloch Brown, amministratore dell’UNDP, il Programma dell’ONU per lo Sviluppo, e Lucio Stanca, Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, hanno firmato un accordo che prevede lo stanziamento italiano di un contributo di 2,3 milioni di dollari per promuovere l’applicazione delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT) alla Pubblica amministrazione dei Paesi del Medio Oriente, Mediterraneo e Balcani. Questa Joint venture tra l’ONU e il Governo Italiano ha l’obiettivo di favorire la diffusione e l’applicazione delle nuove tecnologie digitali nei Paesi del Medio Oriente, Mediterraneo e Balcani, al fine di consentire la crescita socio-economica e l’affermazione del buon governo. La firma e’ avvenuta davanti ad una sessantina di capi di Stato o di Governo e ben 16 mila delegati e operatori pubblici e privati in rappresentanza di 180 Paesi. L’Italia e’ il primo Paese europeo ad aderire al Thematic Trust Fund dell’UNDP, specifico per le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, e attingerà le risorse tra quelle della Cooperazione per lo Sviluppo, del Ministero degli Affari Esteri, con specifico riferimento all’iniziativa Italiana di e-Government per lo Sviluppo, lanciata dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alla Conferenza internazionale sull’e-Government di Palermo. Nel ringraziare il Ministro Stanca per il contributo dell’Italia, Mark Malloch Brown ha spiegato che le risorse saranno usate per sostenere la realizzazione del buon governo (good governance) nei Paesi in Via di Sviluppo, aumentando cosi’ l’efficienza e la trasparenza della loro azione amministrativa, ma anche il monitoraggio delle operazioni e transazioni del governo pubblico. Una pregevole iniziativa del Governo Italiano che si pone in linea di stretta continuità con l’impegno che lo stesso Governo ha assunto verso i partner G8 e la comunità internazionale di fornire un contributo efficace ed originale alla conoscenza, attuazione e realizzazione dell’e-Government anche in quei paesi che non hanno ancora sfruttato questo importante strumento per colmare i divari sociali ed economici, o che lo hanno fatto solo in parte. Il Presidente del Consiglio ha affidato la pianificazione e l’esecuzione della Iniziativa italiana eGovernment per lo sviluppo al Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca. La Iniziativa Italiana eGovernment per lo Sviluppo si pone quindi come componente operativa, concreta ed orientata ai progetti in un ampio quadro di consenso globale sul ruolo fondamentale della good governance e dell’esercizio di questa tramite le ICT nei processi di sviluppo e crescita sostenibili. Il ruolo della good governance e dell’uso delle ICT per lo sviluppo non solo e’ stato chiaramente individuato dalla DOT Force, ma e’ stato anche sancito da importanti atti, documenti e consessi internazionali, quali la Millenium Assembly delle Nazioni Unite, lo Human Development Report dell’UNDP (2001), il Monterrey Consensus della Conferenza delle Nazioni Unite Financing for Development (marzo 2002), il Development Report 2002 della World Bank (Capitolo 5), e più recentemente durante il Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg (settembre 2002). L’Iniziativa e-government per lo Sviluppo e’ stata lanciata a Palermo nell’Aprile 2002 durante la Conferenza internazionale e-Government for Development. La Conferenza, organizzata dal Governo italiano in collaborazione con il Dipartimento degli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite (UNDESA) e’ stata l’occasione per presentare alla comunità internazionale le potenzialità dell’e-Government come strumento di sviluppo sociale ed economico oltre che un fondamentale momento di incontro, riflessione e divulgazione dell’Iniziativa Italiana. All’evento hanno partecipato più di 90 Paesi con circa 700 delegati ad alto livello, inclusi cinque Primi Ministri (Italia, Albania, Costa d’Avorio, Mozambico, Tunisia) e numerosi Ministri. StudioCelentano.it

Autore: ITespresso
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