JP Morgan sale al 10% di Telecom Italia

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una decisione sulla vendita della società delle torri Inwit, in quanto il gruppo sta valutando la fissazione di una scadenza con la richiesta di nuove offerte
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Jp Morgan hora vanta una partecipazione seconda solo a quella della compagnia francese. Intanto manca una settimana dall’assemblea del 15 dicembre, dove si discuterà dell’ingresso di Vivendi nel Cda

Da quando Telecom Italia è diventata una public company, è diventata scalabile. E le scalate non sono mancate: prima Black Rock, poi i cinesi, quindi Vivendi, a cui è seguito Xavier Niel,ma ora arriva JP Morgan che sale al 10% di Telecom Italia. Vincent Bolloré di Vivendi ha l’ambizione di essere un azionista a lungo termine dell’ex monopolista italiano. Invece le indiscrezioni di un interessamento di Orange risultano non confermate.

JP Morgan sale al 10% di Telecom Italia
JP Morgan sale al 10% di Telecom Italia

JP Morgan hora vanta una partecipazione lunga del 10,13, seconda solo a quella della compagnia francese. Intanto manca una settimana dall’assemblea sull’ingresso di Vivendi nel Cda e già si registrano le manovre dietro le quinte.

Vivendi è il primo socio con il 20% del capitale: chiede di ampliare il Cda per far entrare quattro nuovi consiglieri di sua indicazione. Ma l’assemblea del 15 dicembre non ha un esito scontato.

JP Morgan Securities ha una partecipazione declinata in una partecipazione effettiva pari al 4,515% del capitale, una partecipazione potenziale che ammonta al 2,461% del capitale e in altre posizioni lunghe (3,158% del capitale). La partecipazione è correlata a contratti di opzione call, con regolamento fisico e possibilità di esercizio a date differenti, fino al 7 luglio 2017.

Il gruppo Tlc italiano ha archiviato i primi nove mesi dell’anno, registrando un fatturato consolidato di 14,9 miliardi di euro, in flessione rispetto allo stesso periodo del 2014 del 6,9% (-3,9% in termini organici). L’utile netto consolidato ammonta a 362 milioni di euro, in declino rispetto ai 958 milioni dello stesso periodo del 2014. L’Ebitda si attesta a 5,6 miliardi di euro (-14,8% a/a): su di esso pesa l’effetto negativo di oneri netti non ricorrenti i per complessivi 460 milioni di euro, nella cui assenza la variazione organica dell’Ebitda si sarebbe ridotta a -4,8%. L’Ebit è pari a 2,8 mld (-17,5% a/a).

Autore: ITespresso
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