Kaspersky Lab si oppone all’anti copyright di SOPA: una normativa dell’era del vinile

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Eugene Kaspersky

Kaspersky Lab minaccia di uscire da Business Software Alliance (BSA) a causa del supporto allo Stop Online Piracy Act (SOPA) da parte del gruppo a difesa del copyright

Cresce l’insofferenza contro la controversa proposta di legge anti copyright che sta dividendo l’America. A rompere le righe contro SOPA è la russa Kaspersky Lab che minaccia di uscire da Business Software Alliance (BSA), che invece supporta lo Stop Online Piracy Act (SOPA). Già Google, Facebook, Twitter, Zynga e EFF si sono scagliate contro la normativa Stop Online Piracy Act (SOPA), che promette un nuovo giro di vite anti pirateria negli Usa da far tremare anche le Big IT americane.

Il fondatore e Ceo di Kaspersky Lab, Eugene Kaspersky, ha detto in un  tweet che sta lasciando “BSA a causa del suo supporto a #SOPA“. Nata con lo scopo di contrastare la pirateria online, il Sopa Bill potrebbe bloccare ogni “sito malevolo” (rogue site) semplicemente sospettato di violare il copyright. Basta entrare nella black-list dei siti-canaglia per essere oscurati? “Poiché che la maggior parte dei fornitori di Internet ha sede proprio negli Stati Uniti, la loro lista nera avrebbe effetti dirompenti sulla libertà digitale di tutti” grida Luis Morago di Avaaz.org, autore di una petizione mondiale.

Eugene Kaspersky afferma che “#SOPA è una legislazione dell’era del vinile che cerca di gestire un’industria che invece ha bisogno di un approccio differente.

Favorevole a SOPA è soprattutto la Camera del Commercio statunitense. Contrari a Sopa sono in tanti: Google, Facebook, Kaspersky, e anche Microsoft, in sordina, vi si oppone.

Eugene Kaspersky
Eugene Kaspersky contro SOPA
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