Kazaa in tribunale in Australia

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Nella terra dei canguri si gioca il futuro del file sharing

Le case discografiche del mondo ritengono che Sharman Networks debba pagare per il fatto che milioni di persone nel mondo usano il suo software

per scambiarsi file protetti dal copyright. Quindi Kazaa è stato trascinato in un tribunale australiano per rispondere al quesito se le aziende che producono software per il peer to peer siano o meno responsabili per le attività illegali dei loro utenti. Kazaa intende rispolverare la tesi Betamax, secondo cui “le case produttrici di videoregistratori non devono pagare se qualcuno usa questi apparecchi per duplicare film senza autorizzazione”. Ma la partita è aperta: nei mesi scorsi già due corti federali californiane hanno assolto dalle accuse le aziende del P2p, non potendole ritenere responsabili per il comportamento degli utenti finali.

Autore: ITespresso
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