Keepsake Il Mistero di Dragonvale

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La magia più potente è l’amicizia

Un’amara sorpresa attende la giovane apprendista Lydia al suo arrivo all’accademia di magia di Dragonvale: Celeste, la sua più cara amica, che aveva promesso di incontrarla proprio davanti alla fontana della scuola, sembra sparita nel nulla, e con lei gli insegnanti e tutti gli altri studenti. Ad aiutare la spaesata Lydia a svelare il mistero della scuola c’è solo Zak, un lupo parlante (in realtà prima era un drago) altrettanto disorientato dalla situazione. Keepsake si sviluppa attorno a questo incipit secondo i classici canoni dei racconti del mistero. Il gioco punta su una trama accattivante, disseminando qua e là indizi per la risoluzione di enigmi e puntando su un egregio “mix” di esplorazione e atmosfera. L’avventura scorre in modo piuttosto piacevole, anche se ogni tanto si sente la mancanza di una rosa più numerosa di personaggi con i quali interagire. L’interfaccia dei comandi è ridotta ai minimi termini, ma si rivela ben congegnata: le schermate non risultano mai troppo piene di oggetti e l’impianto di gioco è costruito in modo da indirizzare il giocatore verso gli elementi più importanti. La giocabilità di Keepsake ruota attorno alla risoluzione di enigmi non tanto basati sul concetto “metti l’oggetto giusto nel posto giusto”, quanto sulla logica e il ragionamento, sullo stile della serie “Myst”. L’approccio esplorativo, invece, si ispira alle classiche avventure punta e clicca come “Broken Sword” o “Syberia”, proponendo un continuo cambio di inquadrature, con Lydia sempre ben in vista in una prospettiva in terza persona. Gradevole aggiunta a una giocabilità di stampo classico è il tasto Aiuto: non condiziona più di tanto la libertà di esplorazione e suggerisce in ogni momento quale sia l’operazione successiva da compiere. Dal punto di vista tecnico, Keepsake non fa mistero di aver sacrificato la grafica, che non è eccelsa ma funzionale a un’avventura tridimensionale, per puntare su un’ampia base di utenza. Il risultato finale, considerando il genere e il prezzo, è comunque soddisfacente. Peccato che alcuni ambienti siano così poveri di particolari. Buona infine si rivela la localizzazione in italiano, sia dei testi sia del parlato. In conclusione, Keepsake è un gioco per niente originale, ma ben fatto, e in quanto tale consigliato senza riserve, soprattutto, agli amanti delle avventure “punta e clicca”.

Autore: ITespresso
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