Key Figures 2005: pubblicato l’annuale documento su scienza, tecnologie e innovazione per il 2005

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Secondo il documento se si mantenessero ancora gli indicatori attuali, la Cina raggiungerà l’Unione in termini di quota del PIL destinata alla Ricerca e Sviluppo

BRUXELLES. I risultati del documento rivelano un periodo di stagnazione degli investimenti nella ricerca e sviluppo in ambito europeo e nella comparazione con il resto del mondo. Potocnick, Commissario per la Scienza e la Ricerca, ha manifestato la sua preoccupazione nell’analisi degli indicatori relativamente all’area europea della Ricerca e Sviluppo. Gli indicatori del rapporto rivelano come si e’ ancora lontani dal raggiungere la spesa per la R&S al 3 per cento del PIL dell’Unione Europea entro il 2010, come stabilito dal Consiglio europeo di Barcellona. Tra il 2000 ed il 2003 la spesa destinata alla ricerca e’ stata dello 0,7 per cento. Gli indicatori rivelano inoltre che, nelle comparazioni con gli altri Stati extra-europei, la Cina presenta tassi di crescita di circa il 10 per cento ogni anno. Di questo passo, se si mantenessero ancora gli indicatori attuali, la Cina raggiungerà l’Unione in termini di quota del PIL destinata alla Ricerca e Sviluppo. Secondo Potocnik, le cause della stagnazione europea sono da ricondursi a bassi livelli di investimenti nella R&S delle imprese, anche se, livelli più elevati di finanziamenti della R&S da parte delle aziende, sono spesso accompagnati dall’alta intensità dei finanziamenti pubblici a favore della R&S, come accade in Svezia, Finlandia, Germania e negli USA”. Un’altra causa e’ da ricondursi al limitato riconoscimento economico dei ricercatori in Europa, i quali preferiscono scegliere ambienti extraeuropei più professionalizzanti: le retribuzioni europee sono molto più basse e non sono supportate da un ricco tessuto produttivo in termini di ricerca e di innovazione. A ciò si aggiunge una carenza dei capitali di rischio disponibile in Europa rispetto ai paesi concorrenti come negli Stati Uniti. Ma il Commissario ha, comunque, evidenziato segnali positivi in termini di aumento delle quote di mercato nel settore delle high-tech, un aumento delle esportazioni europee a fronte di una calo delle esportazioni high-tech sia statunitensi che giapponesi. StudioCelentano.it

Autore: ITespresso
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