Kickstarter al giro di boa del primo miliardo di dollari

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Kickstarter raggiunge il primo miliardo di dollari
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La piattaforma di crowdfunding Kickstarter, fondata nel 2009, ha registrato donazioni record, sfondando quota un miliardo di dollari

La piattaforma di foundraising e crowdfunding Kickstarter, fondata nel 2009, ha registrato donazioni record, sfondando quota un miliardo di dollari. Kickstarter è una piattaforma per trovare finanziamenti, dove sono state lanciate oltre 135mila campagne, il 43% delle quali hanno raccolto la cifra prefissata, contro il 10% che ha fatto un buco nell’acqua.

Il primo miliardo di dollari di Kickstarter segna l’interesse crescente verso le startup, le imprese e le idee innovative. Attraverso Kickstarter sono stati conclusi 60 mila progetti, fra cui spicca lo smartwatch Pebble. Il sito di foundraising ha trattenuto 42milioni di dollari di commissioni.

Il crowdfunding finanzia di tutto: dai fumetti ai film agli spettacoli teatrali, dai prodotti o prototipi hi-tech all’abbigliamento, dall’arte al design.

Nel settore IT, sono stati finanziati dalla piattaforma non solo Pebble (che raccolse oltre 10 milioni di dollari rispetto ai 100 mila richiesti), ma anche la console open source per Android Ouya.

Il 60% del miliardo di dollari proviene dagli Stati Uniti, ma poi si piazzano Germania, Francia, Svezia e Olanda, seguiti dall’Italia, forte di 25mila utenti e 4,4 milioni di dollari raccolti.

A metà febbraio Kickstarter avvertì gli utenti che, in seguito ad un furto di dati personali, gli utenti avrebbero dovuto aggiornare le password, ma il sito non archivia dati di carte di credito.

Il crowd funding è un modo per dirottare una percentuale del reddito degli italiani verso Startup e PMI: antesignano del “finanziamento di massa” è stato Kickstarter. com, ed invita gli utenti a finanziare un progetto investendo piccole somme, che – messe insieme – fanno massa critica. In Italia è già nato Crowdfundingo.it, blog di Davide Smaniotto, per offrire informazioni e sostegno a chi vuole provarci: la piattaforma guadagna una percentuale, e se il progetto non parte, i finanziatori riottengono la somma investita. Sempre in Italia esiste Eppelà, mentre è francese it.ulule.com, che ha già finanziato migliaia di “buone idee”. Oltre al crowdfunding di settore, come quello cinematografico, sono stati avviati Starteed.it con e-commerce per vendere i progetti realizzati, e Produzionidalbasso.com realizzato in Italia nel lontano 2005, quando MySpace e Facebook muovevano i primi passi.

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Autore: ITespresso
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