Kim Dotcom di MegaUpload esce di prigione

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Battaglia legale per i dati di MegaUpload

Non c’è più pericolo di fuga, dopo il blocco dei conti correnti e il sequestro delle ricchezze. Kim Dotcom, il “pirata” di MegaUpload, è scarcerato: pronto a combattere contro l’estradizione negli USA

Kim Dotcom, il “discusso” responsabile di MegaUpload, per via dello stile di vita “sopra le righe”, è stato scarcerato da un tribunale della Nuova Zelanda. Il 38enne fondatore del sito di file-sharing, chiuso dall’Fbi con una controversa operazione internazionale (che ha messo a rischio anche il cloud legittimo del sito), era in prigione dal 20 gennaio su richiesta della autorità degli Stati Uniti. Kim Dotcom è accusato di aver arrecato danni ai detentori del diritto d’autore, superiori ai 500 milioni di dollari. Da quando gli asset e i conti bancari del cittadino tedesco sono stati bloccati nella mega operazione dell’FBI, è venuto meno il pericolo di fuga. Dotcom, che nel frattempo è stato raggiunto da nuovi capi di imputazioni, è dunque fuori dalla galera ed ha affermato che combatterà contro la richiesta di estradizione negli USA. Si sa che gli Stati Uniti vogliono fare del “caso MegaUpload” uno dei casi giudiziari esemplari, per scoraggiare il file sharing su scala globale.

Secondo gli USA, Kim Dotcom è responsabile di uno dei più grandi casi di violazione del copyright nella storia del File sharing e P2p, post-Napster. Ma a tanti osservatori non è sfuggito che il suo arresto, e l’operazione poliziesca “quasi hollywoodiana”, è avvenuta all’indomani delle mega proteste anti PIPA e SOPA, la famosa “serrata del Web” che ha coinvolto milioni di utenti nel mondo e che – per la prima volta nella storia del Web – ha visto i Netizen (i cittadini digitali) protagonisti contro una normativa di enforcement del copyright, a fianco delle aziende Big IT della Silicon Valley e non solo. La “guerra a MegaUpload” viene vista dunque anche sotto questa luce: come un braccio di ferro, una prova di forza, in risposta allo sbeffeggiamento globale contro i “giri di vite”  proposti a gran voce da RIAA, MPAA e grandi detentori del diritto d’autore. Forse un’interpretazione un po’ maliziosa, ma – secondo alcuni – plausibile. Il clima da “crociata del copyright” del resto è nell’aria, dopo gli ultimi allarmi: quello di NSA contro Anonymous e quello dell’FBI contro il virus (tanto da minacciare di staccare la spina a Internet il prossimo 8 marzo…). Solo paranoia? Vedremo. Ma la verità è che, dopo il caso MegaUpload, l’onda lunga anti pirateria, da BTjunkie a PirateBay, ai sequestri a raffica di siti, non si arresta: ogni settimana c’è una chiusura dei siti Peer to peer e File sharing. Sotto, c’è qualcosa che bolle in pentola.

Kim Dotcom (MegaUpload) scarcerato

Autore: ITespresso
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