L’ album dei ricordi non è mai stato chiuso

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Antonella Santoro, Business Developer Manager
per l’area del Sud Europa di Allied Telesis, ha disegnato il suo ritratto
lanciando un messaggio alla sua famiglia di origine e ai suoi amici di un tempo
per la lontananza da loro

La caparbietà è un dono che cresce e diventa sempre più importante quando una persona diventa adulta. Certo, non per tutti il percorso è quello appena disegnato, ma nel caso di Antonella Santoro, Business Developer Manager per l´area del Sud Europa di Allied Telesis, la strada è stata quella. Fin dai tempi in cui lasciò il paese d’origine, nella provincia barese, per disegnarsi addosso una nuova vita. Santoro ricorda con un sorriso quegli anni, in cui usciva alle quattro del mattino per cercare la brioche calda, oppure quando risparmiava sui libri di scuola per mettere da parte il denaro necessario per coltivare un’altra sua passione: quella dei viaggi. Santoro si è lasciata andare e con il suo pennello ha disegnato questo Ritratto.

CRN: Chi è Antonella Santoro? Mi disegnerei come una trentacinquenne che si misura con la vita, senza sottrarsi e risparmiarsi a nulla. Mi piace confrontarmi con le cose più vere e significative, impegnarmi in ciò che faccio, cerco di non fare troppe cose contemporaneamente e produrre risultati.

CRN: Che tipo di adolescente era? Anticonformista, non amante di costrizioni o regole, penso di aver utilizzato il tempo dell’adolescenza per trovare il modo di fare ciò di cui avevo voglia, dribblando le regole.

CRN: Qual è stato il suo percorso di studi? Ho frequentato il liceo scientifico a Noci in provincia di Bari, poi mi sono iscritta alla facoltà di Economia e Commercio a Bari. Ho trascorso gli anni universitari fuori casa e le giornate non scandite da tempi canonici, certo c’erano le lezioni, ma c’erano anche le notti, spazi temporali non necessariamente dedicati al sonno, era un po’ una vita che ricordava una tribù, ricordo che con i miei compagni, ci capitava di uscire in pigiama alla ricerca della brioche calda alle quattro del mattino.

CRN: Com’è stato il rapporto con se stessa in quegli anni? Il fatto di uscire da casa per l’università mi ha permesso di gestire meglio la vita, con un’autonomia che non avevo ed è stato il mio primo passo verso un’altra città e una nuova vita che non avrebbe più contemplato il mio paese d’origine.

CRN: Quali sono i suoi hobby? Ho sempre amato viaggiare, una delle cose che facevo durante i tempi dell’università era risparmiare sull’acquisto dei libri, cercando di farmeli prestare, per poter acquistare un biglietto del treno o dell’aereo. Ci fu anche la politica: un tempo occupava gran parte delle mie giornate, adesso, non potendomene più occupare direttamente, questa passione si è trasformata nelle letture e negli incontri dove si trattino temi che abbiano a che fare con la politica.

CRN: Altro? Mi piace nuotare, ho disegnato per un po’ lo trovo un’attività impegnativa ma statica, tuttavia mi piacerebbe molto imparare a disegnare meglio. Poi adoro la montagna d’estate.

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