La banda larga italiana al microscopio della Fondazione Bordoni

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A misurare la reale velocità di connessione del broad band italiano, i cui limiti sono già emersi nel Rapporto Caio, arriva la Fondazione Ugo Bordoni con un accordo con l’AgCom. Per tutelare gli utenti della banda larga sui temi chiavi della Net neutrality, convergenza e sviluppi Ngn

In Italia la banda è davvero larga? E quanto è esattamente “larga”? A questi interrogativi dovrà rispondere la Fondazione Ugo Bordoni. La banda larga italiana finisce sotto la lente della Fondazione Ugo Bordon i , che esaminerà il broad band sotto gli aspetti della Net neutralit y, convergenza e sviluppi Ngn.

Recenti dati Ocse hanno inserito l’Italia nel gruppo di coda (22esimo posto) per accesso in banda larga, ma, secondo il Rapporto Caio , dal nome del consulente governativo, a deludere è la qualità del broad band italiano.

L’apartheid digitale riguarda 12 italiani su 100, pari a circa 7 milioni di cittadini. Ma c’è di più: come denunciato da ITespresso.it e associazioni consumatori , le Adsl da 20 Megabit, sono in molti casi un bluff: i 10 megabit sono un’utopia troppo spesso. I 100 Megabit della Sud Corea e della Svezia, un’utopia?

Il servizio di monitoraggio è stato attivato grazie a un accordo trinnela con il Fub dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AgCom). Il tutto mentre sta passando sotto (imbarazzante) silenzio il piano Romani , che voleva azzerare il Digital divide italiano.

Autore: ITespresso
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