La banda larga non passa l’esame Istat: Italia come Lituania

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Crescono le famiglie con Pc, accesso a Internet e connessione a banda larga. Ma sul broad band l’Italia langue al 22esimo posto come la Lituania. Un utente su due è sui social media

Ancora una volta un’autorevole istituzione boccia la banda larga italiana. Questa volta è l’Istat 2011 a fotografare l’Italia al 22esimo posto, come la Lituania, tra gli ultimi in Europa. Invece le famiglie hanno un buon rapporto con le nuove tecnologie: le famiglie con Pc crescono, passando dal 57,6% al 58,8%. Anche quelle con accesso a Internet avanzano, dal 52,4% al 54,5%, e le famiglie dotate di una connessione a banda larga: dal 43,4% al 45,8%. Nel report intitolato Cittadini e nuove tecnologie il 48,1% degli utenti possiede un profilo, invia messaggi e “posta” su Facebook e Twitter. Più social sono i giovani: al 76% nella fascia 15-24 anni.

La parte del leone dell’Italia hi-tech sono le famiglie con figli minorenni: l’84,4% ha un personal computer, il 78,9% accede a Internet e il 68% si connette in banda larga. Non varia invece il divario fra Nord e Sud: si mantiene stabile con il Centro Nord il 56% accede a Internet e circa il 49% si collega in banda larga, contro il 48,6% e al 37,5% nel Sud.

Nel 2011 quasi un utente su due frequenta i social media, e fra i giovani Facebook e Twitter spopolano: tre ragazzi su quattro è 2.0.

Ma tutto ciò non basta a far uscire l’Italia dal “tunnel della banda larga”: l’Italia langue, relegati tra gli ultimi posti in Europa, al 22esimo posto, come la Lituania: l’Italia accede in media al 62% contro una media europea pari al 73%. Anche Eurostat, Akamai, Wef, Ftth, Istat, ancora Eurostat, Oecd, Ofcom, Università di Oxford per Cisco hanno classificato l’Italia fanalino (quasi) di coda in tutte le classifiche internazionali sulla banda ultra larga.

Istat boccia la banda larga all'italiana
Istat boccia la banda larga all'italiana
Autore: ITespresso
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