La battaglia legale per i 25 Petabyte di dati su MegaUpload

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Battaglia legale per i dati di MegaUpload

L’azione legale vuole costringere a prendere una decisione sui dati degli utenti archiviati nel sito di file-sharing Megaupload, chiuso dall’FBI

Il caso MegaUpload si complica, visto che l’hosting Carpathia ha spiegato che mantenere 25 petabyte di dati costa 9.000 dollari al giorno. Ormai è battaglia legale sul destino di questa montagna di dati degli utenti, dopo la chiusura del sito di file sharing da parte dell’FBI. L’FBI ha chiuso MegaUpload con un’imponente operazione internazionale lo scorso 20 gennaio.

Carpathia ha già speso 567.000 dollari per mantenere i dati anche se Megaupload è ormai sotto sequestro ed impossibilitata a pagare il conto per l’archiviazione nella cloud. Ma l’azienda non può cancellare i dati. L’azienda ha chiesto, per ora invano di poter almeno restituire i dati archiviati ai legittimi proprietari, e mettere così fine ad un oneroso contratto. Ora ha intrapreso la battaglia legale per forzare una decisione.

Carpathia ritiene praticabili due soluzioni tecniche: ripristinare per un tempo limitato il sito di Megaupload, per consentire agli utenti di ritirare i dati archiviati nella “nuvola”; in alternativa qualcuno potrebbe prendere temporaneo controllo dei dati o pagare il mantenimento del cloud computing.

Il governo USA e la Motion Picture Association of America (Mpaa), che ha aiutato a co-ordinare il blitz, hanno detto che non vorrebbero custodire i dati. E in effetti gli utenti preferirebbero la cancellazione piuttosto che farli mantenere dal governo statunitense o da da una lobby, contesta dall’opinione pubblica, come MPAA. Fra l’altro nelle scorse settimane la confisca dei beni di Kim Dotcom è stata invaidata per un “vizio di procedura”.

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Autore: ITespresso
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