La battaglia UK per liberare la Rete dal porno

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David Cameron: tolleranza zero anti porno
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Il Primo ministro inglese David Cameron lancia la tolleranza zero anti porno. Pro e contro di un provvedimento che appare censorio

Siamo inglesi, niente sesso. La battaglia UK per liberare la Rete britannica dal porno sta tingendosi di note sarcastiche, dopo che la Bbc ha riportato che sarà Huawei a controllare il sistema di filtraggio anti porno. Come dire: se dobbiamo imitare il Great Firewall, scegliamo un vendor cinese, che gli USA in passato hanno perfino accusato di cyber spionaggio, e che di censura e filtri ha una certa esperienza. Per proteggere l’innocenza dei bambini, il Premier David Cameron ha fatto spedire ai maggiori ISP inglesi una lettera con l’elenco della spesa delle cose da fare nei prossimi 18 mesi in merito alla campagna anti contenuti a luci rosse.

Il Primo ministro inglese David Cameron, che già si era distinto per aver dichiarato di voler censurare i Social media, rei di fomentare le proteste giovanili di pochi anni fa – assumendosi un ruolo non dissimile da alcuni regimi autoritari contro la Primavera Araba -, ora ha rilanciato l’idea della tolleranza zero contro il porno online.

Ma quanto pesa la pornografia nella Rete inglese? Il Guardian scriveva che, in Gran Bretagna, secondo un a ricerca di Similarweb, nel mese di giugno, l’8,5% del traffico Web è verso siti xxx. La media mondiale è di circa il 7,7%: il 12,5% dei tedeschi, il 9,6% degli spagnoli, 8,3% di statunitrensi, irlandandesi al 7,5% e francesi al 7,3%.

Ma la censura di Stato ha senso nel 2013? La crociata anti porno del Premier inglese David Cameron appare decisamente ambiziosa: filtri sulla connettività verranno introdotti con la collaborazione dei fornitori di connettività e di tutti gli intermediari del Web, a partire dai motori di ricerca.

L’opposizione parla di approccio moralista con derive censorie. Immagini, video, siti a luci rosse saranno filtrati dai provider, costretti a bloccare il materiale hard di default. Agli utenti verrebbe però lasciato un meccanismo di opt-in successivo, per azzerare il blocco anti porno. Ad esprimere forti dubbi è l’Internet Service Providers Association (ISPA): gli utenti potrebbero servirsi di servizi di Proxy per aggirare i blocchi, mentre i filtri potrebbero rallentare la Rete. Adesso solleva forti perplessità l’Open Rights Group.

Oggi le famiglie possono adottare il Parental control. Ma la censura di Stato lascia tutti perplessi.

David Cameron: tolleranza zero anti porno
David Cameron: tolleranza zero anti porno
Autore: ITespresso
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