La Biblioteca Apostolica Vaticana preferisce l’Open source

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Biblioteca Apostolica Vaticana preferisce l'open source alle soluzioni proprietarie
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Biblioteca Apostolica Vaticana sceglie l’open source rispetto alle soluzioni proprietarie, per preservare la storia dell’umanità

La Biblioteca Apostolica Vaticana, la biblioteca che la Santa Sede ha organizzato e curato in Vaticano a partire dal Quattrocento, preferisce l’Open source alle soluzioni proprietarie.

Biblioteca Apostolica Vaticana preferisce l'open source alle soluzioni proprietarie
Biblioteca Apostolica Vaticana preferisce l’open source alle soluzioni proprietarie

Il CIO della Biblioteca, Luciano Ammenti, ha dichiarato che il formato file open source rappresenta l’unico modo affidabile per preservare la sua storia dell’umanità nell’era digitale. Ammenti lo ha dichiarato a un incontro con la stampa a EMC World. Il Vaticano sta digitalizzando 82.000 manoscritti, di cui solo il 20% può essere letto in biblioteca. Per scegliere il formato, il Vaticano ha dato un’indicazione: che fosse leggibile fra 50 anni. La Biblioteca ha così optato per i tool open source che non richiedono piattaforme proprietarie. Anche per le immagini, il Vaticano ha preferito FITS, un formato open source, a 64-bit, pronto per il 3D ed aggiornato regolarmente (mentre Tiff non è aggiornato dal ’98, non è pronto per il 3D ed è a 32-bit ).

La Biblioteca Apostolica Vaticana custodisce una delle raccolte di testi antichi e di libri rari fra le più importanti al mondo risalenti al I secolo d.C..

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