La Cassazione conferma: è reato modificare la Playstation di Sony

Autorità e normative

I videogame sono opere di ingegno protette dal diritto d’autore. La sentenza può aiutare Nintendo che aveva fatto esposto contro la commercializzazione di una sedicente R4, Revolution

La Playstation di Sony non si modifica: modificare la Playstation è reato. La Cassazione ha deciso di condannare il 30enne di Bolzano, al pagamento delle spese processuali e al risarcimento (pari a 2500 euro) di Sony.. E’ vietato modificare la console di gioco, o meglio vendere mod chip per la Playstation. L’articolo171 della legge 633 punisce ” chiunque produce, utilizza, importa,detiene per la vendita, pone in commercio, vende noleggia o cede a qualsiasi titolo sistemi atti ad eludere, decodificare o rimuovere le misure di protezione del diritto d’autore o dei diritti connessi”. La sentenza n. 33768 della Cassazione ribaltata la sentenza precedente, dando così ragione a Sony. I mod chip del caso, se inseriti nella Playstation 2, permettevano alla piattaforma di leggere anche cd masterizzati: è stata dunque annullata l’assoluzione in appello (perché i fatti commessi risalivano al 2002 e fino alla riforma del 2003 in materia di pirateria e contraffazione con i nuovi supporti informatici).

In primo grado invece Dalvit Oscar era invece stato condannato a sei mesi di carcere e a pagare una multa di 6mila euro. I giudici della Terza Sezione Penale

hanno annullato la sentenza di appello spiegando che il reato esiste, anche se non ha un richiamo specifico della legge alla nuova tecnologia: perché le tecnologie cambiano, ma i reati restano.

Bisogna infine sottolineare che la sentenza della Suprema Corte riguarda anche l’elusione o rimozione dei sistemi di protezione integrati fra supporto informatico e l’apparato destinato ad essere impiegato.

La sentenza può aiutare Nintendo che aveva fatto esposto contro la commercializzazione di una sedicente R4, Revolution, hardware per giocare con videogame non regolarmente comprati.

Autore: ITespresso
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