La censura diventa un affare globale

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Due dozzine di paesi al mondo la applicano a un ampio spettro di informazioni

Dissidenti online sempre più nella morsa della repressioni, oscuramenti Web sempre più applicati: la libertà nel Cyberspazio è un’utopia. La censura è ormai un affare globale, ben due dozzine di paesi al mondo la applicano sistematicamente a un ampio spettro di informazioni. In Egitto è stata confermata in appello la condanna contro Kareem Amer. La Cina ha annunciato un nuovo giro di vite contro i blogger. La Turchia ha prima bloccato l’accesso a YouTube, poi l’ha riaperto. Il Center for Internet and Society ha affermato che su 40 paesi monitorati, la censura è in rapida diffusione: dieci paesi bloccano pervasivamente (Cina, Iran, Arabia Saudita, Tunisia, Burma e Uzbekistan). Anche lo Zimbabwe vuole imitare la Cina (che usa anche censure a singhiozzo, con bvlocchi temporanei a Wikipedia). La libertà di espressione in Rete è sempre più un optional.

Autore: ITespresso
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