La censura in Rete si espande a macchia d’olio

NetworkProvider e servizi Internet

Centoventi Internet Service Provider in 25 paesi dispongono dei filtri dei
contenuti

La censura in Rete non solo non rallenta, ma cresce: un’indagine ha individuato filtri dei contenuti, per la censura online, in 120 Isp (Internet service Provider) in 25 paesi su 41 esaminati. Bloccati anche Skype e Google Maps. In cinque anni Harvard Law School ha registrato che da una coppia di stati la lista si è allungata a ben 25. E il Center for Internet and Society rincara la dose, affermando che la censura cresce non solo su scala, ma anche negli obiettivi e modalità più sofisticate di sorveglianza online. I filtri crescono in Myanmar, Iran, Pakistan, Arabia Saudita, Siria, Tunisia, Emirati arabi e Yemen. L’ elenco completo degli stati censori online comprende anche: Azerbaijan, Bahrain , Cina, Etiopia, India, Giordania, Libia, Marocco, Oman, Singapore, Sud Corea, Sudan, Tajikistan, Tailandia, Turkmenistan, UAE, Uzbekistan e Vietnam.

Autore: ITespresso
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