La Chiesa apre a Internet

Network

Una svolta epocale, che sancisce la valenza universale della rete, anche come mezzo per lannuncio e la diffusione della fede

La rete come pulpito. Finora non ci aveva pensato nessuno, ma era inevitabile che prima o poi accadesse. Definita da Giovanni Paolo II come un nuovo forum per proclamare il Vangelo, Internet approda quindi anche nella sfera della spiritualit. Per la Chiesa e per il pontificato di Karol Wojtila si tratta di una svolta destinata a fare epoca, in quanto la decisione di aprire a Internet rappresenta contemporaneamente sia una nuova frontiera sia una scommessa da non perdere. Il Vaticano sta impiegando tutte le forze dellorganizzazione ecclesiale per creare un ambiente telematico adatto allannuncio e al racconto della fede. Ma conciliare le ultime innovazioni tecnologiche dellIct con i processi di umanizzazione presenta anche ostacoli da superare e rischi da correre. Se fare il sacerdote un compito difficile, per cui si richiedono fede nel soprannaturale e fiducia nelluomo, sar ancora pi difficile – parlando da certi punti di vista – farlo abbinando il messale al pc. Con la sua scelta, la Chiesa dimostra di sapere guardare con realismo e fiducia ai new media e alle nuove tecnologie, ma fa anche capire di essere attenta ai contorni delle sinergie tra religione e telematica. Quindi niente confessione in rete, come ci sembra giusto per rispettare sia lessenza di un sacramento sia per salvaguardare la privacy dei credenti, in questo caso utenti di Ict con una valenza ulteriore, pi profonda. Nei giorni scorsi, lUniversit del Sacro Cuore ha organizzato a Milano un grande convegno su Internet, per approfondire i significati della nuova strada aperta dal Papa e per verificare le effettive possibilit di sinergia tra mondo della fede e quello dellIct.

Autore: ITespresso
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