La Cina censura il New York Times

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Il blocco al sito del famoso quotidiano potrebbe rientrare nelle politiche di restrizione delle libertà: un giro di vite, dopo i microscopici spiragli alle Olimpiadi di agosto

Settimana scorsa gli utenti di Pechino, Shangai e Guangzhou che cercavao di connettersi al sito del New York Times, hanno trovato una brutta sorpresa: il sito non era disponibile. Offline.

Da venerdì ha fatto il giro de mondo la notizia secondo cui la Cina censura il New York Times: il blocco al sito del famoso quotidiano potrebbe rientrare nelle politiche di restrizione delle libertà online, dopo i microscopici spiragli alle Olimpiadi di agosto.

Forse le autorità in Cina temono che il brusco rallentamento dell’economia, dovuto al credit crunch e alla recessione occidentale, possa fare da detonatore a ondate di proteste civili, soprattutto nelle campagne,dove stanno tornando masse di operai che hanno perso il lavoro nelle città.

Asiaweek riporta che la censura è già toccata a Bbc, Voice of America, Ming Pao News di Hong Kong.

I più recenti casi di censura hanno coinvolto Skype , Youtube , iTunes , le Olimpiadi di Pechino, oltre ai noti casi di bavagli a Wikipedia e ai motori di ricerca, quest’ultimi troppo spesso conniventi con i censori. Anche l’Iran di recente ha bloccato 5 milioni di siti.

La censura è ormai un affare globale: ben due dozzine di paesi al mondo la applicano sistematicamente a un ampio spettro di informazioni.

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