La Cina censura World of Warcraft

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Al posto di scheletri e ossa, il videogioco online mostrerà persone e tombe
per offrire un ambiente ludico più sano ai giovani cinesi

La scure della censura cinese non colpisce solo i termini proibiti (come Piazza Tienanmen, democrazia eccetera) sui motori di ricerca e nel social networking dagli occhi a mandorla, ma va all’assalto anche dei videogame. La Cina censura World of Warcraft (Wow), il famoso videogioco online. Via ossa e scheletri dalla versione cinese. Al posto di essi ci saranno meno inquietanti tombe e persone. I giocatori cinesi hanno avuto una lista d’attesa di sei mesi rispetto agli americani per accedere alla versione aggiornata di Wow, ma hanno trovato cambiamenti, ritoccati per compiacere “la particolare situazione cinese e le leggi in materia”. La Cina vuole promuovere contenuti legali e ambienti sani in Rete, senza eccessi o decadenza in grado di influire negativamente sulle giovani menti. La Cina lotta anche contro la pornografia e le truffe online.

Autore: ITespresso
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